Il Senegal di Ousmane Sonko torna alle pratiche di Macky Sall?

Il Senegal di Ousmane Sonko torna alle pratiche di Macky Sall?
Il Senegal di Ousmane Sonko torna alle pratiche di Macky Sall?
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Il tanto atteso cambio di potere sembra già offuscato dal ritorno di vecchie pratiche denunciate in passato. Meno di due mesi dopo aver assunto la presidenza [du Sénégal] di Bassirou Diomaye Faye, sono infatti riemersi gli arresti di oppositori per “insulti” ai leader, ravvivando tra alcuni osservatori la sensazione di regresso.

L’attivista Bah Diakhate e l’imam Cheikh Tidiane Ndao sono stati arrestati il ​​20 e 21 maggio dalla Divisione investigativa criminale per “diffondere notizie false” E “insultato” al primo ministro Ousmane Sonko, secondo il loro avvocato Me Amadou Sall [sur la base de l’article 255 du Code pénal sénégalais qui punit la diffusion de fausses nouvelles et sur la base de l’article 254 alinéa 2 du Code pénal qui punit toute offense contre une personne exerçant tout ou une partie des prérogatives du président de la République].

Una situazione che contrasta con le posizioni difese finora dal signor Sonko [Alors opposant, Ousmane Sonko avait été poursuivi par le ministre du Tourisme, Mame Mbaye Niang, pour diffamation, injures et faux. Il avait été condamné en mars, en première instance, à deux mois de prison avec sursis et 200 millions de francs CFA (305 000 euros) de dommages-intérêts. En appel, la justice avait durci la peine de prison en la portant à six mois avec sursis].

Durante una conferenza tenutasi a Dakar il 16 maggio alla presenza di Jean-Luc Mélenchon, il leader del partito Patrioti Africani del Senegal per il lavoro, l’etica e la fraternità (Pastef) ha stimato che l’omosessualità, sebbene “non accettato, era “tollerato“nel Senegal. Commenti che hanno scatenato una vivace controversia, con il signor Diakhate e l’Imam Ndao che accusano il signor Sonko di aver fatto “promozione dell’omosessualità”.

“Passaggio di forza”

“Chiediamo il rilascio di Bah Diakhate e Cheikh Tidiane Ndao. Imprigionarli per insulti è un passo indietro”, denuncia Alioune Tine, difensore dei diritti umani. Quest’ultimo ricorda che prima di salire al potere, MM. Faye e Sonkodenunciato le stesse restrizioni”.

Per Amnesty International Senegal, se le osservazioni possono essere giudicate”gravi e diffamatori”, “le autorità devono sforzarsi di evitare arresti e incarcerazioni sistematici”, intentando causa civile. Una posizione condivisa da Me Sall, che denuncia “un passaggio forzato per arrestare un attivista”.

Al di là di questa vicenda, è tutta la questione dell’omosessualità che resta un argomento delicato in Senegal. Legalmente punibile con una pena detentiva da uno a cinque anni, è regolarmente al centro di controversie, come la presentazione nel 2023 di un disegno di legge per una legislazione più severa. Un testo finalmente giudicato “inammissibile”, ma portato avanti dall’attuale ministro dell’Istruzione, Moustapha Guirassy.

Di fronte alle critiche, l’ex presidente Macky Sall lo ha affermato nel 2015 “Il Senegal non è pronto a depenalizzare l’omosessualità”, garantendo allo stesso tempo che il paese non lo fosse “non omofobo”. Resta ancora tutta da percorrere la strada verso una società più aperta e tollerante per questa nuova squadra, chiamata a rompere definitivamente con gli eccessi e gli arresti controversi del passato.

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