Un pittore processato per tre aggressioni sessuali nei cantieri della Vandea

Un pittore processato per tre aggressioni sessuali nei cantieri della Vandea
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Editoriale Challans

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22 maggio 2024 alle 17:51

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I due denuncianti sono assenti, “ancora traumatizzati” secondo la perizia medica. La settimana scorsa, un pittore è comparso in tribunale in seguito a tre aggressioni sessuali presumibilmente commesse nei cantieri di Brem-sur-Mer e Saint-Hilaire-de-Riez in Vandea.

Un primo attacco a Brem-sur-Mer

L’imputato è un uomo che all’epoca dei fatti, nel 2021, aveva 52 anni. È di origini algerine, era venuto con moglie e figli. Sebbene parli e capisca il francese, ha comunque bisogno di un interprete, poiché la pratica che lo riguarda può sembrare tecnica.

È impiegato presso un’azienda di pittura locale. Il 15 aprile 2021 è stato accompagnato da una giovane donna, collega di lavoro temporaneo in un cantiere edile a Brem-sur-Mer. Secondo lei, lui le avrebbe “messo una mano sulle natiche, tra le cosce quando ero su una scala” e l’avrebbe “baciata”. Lei non dice niente, lascia l’azienda. “Non pensava che lo avrebbe rivisto.”

Altri due attentati a Saint-Hilaire-de-Riez

Il 15 maggio successivo rientra in compagnia per una nuova missione a Saint-Hilaire-de-Riez. Con sua sorpresa, si ritrova ancora una volta in farsetto con lui. Dice che “si sono ripetuti gli stessi fatti”.

Più tardi ne parlò con un altro collega, quest’ultimo le raccontò di aver subito “lo stesso attacco il 10 giugno”. Ancora in un cantiere a Saint-Hilaire. Viene quindi presentata una doppia denuncia.

Dice di essere vittima di una “vendetta”

Intervistati dagli inquirenti, hanno dichiarato di non essersi fatti avanti, «certi di non essere ascoltati». Da parte sua, l’uomo sul banco dei testimoni spiega che quando è stato convocato davanti al suo capo gli ha detto “non è vero”.

Allora perché? Secondo lui “lavorano male, non vogliono che io faccia loro commenti. Sono la vittima. Lo definisce un complotto, «per vendicarsi di aver detto che non funzionano bene». Osservazione del tribunale: “Non spetta a voi giudicare ma al direttore del cantiere”.

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Sono richiesti otto mesi di reclusione con sospensione della pena

Naturalmente gli altri colleghi dell’imputato dicono solo cose positive di lui. Tuttavia descrivono “un uomo tattile”. Da lì, per portare avanti fatti gravi, non si prova nulla, “nessun testimone, è parola contro parola”, analizza il pubblico ministero Sophie Grellet.

Il pubblico ministero rileva «che si tratta di due giovani donne fragili e con postumi, non è un caso». E poi l’imputato “non ha dubbi sulle parole delle vittime”. Sono richiesti otto mesi di reclusione con sospensione della pena, divieto di contatto, ineleggibilità e iscrizione nel fascicolo dei condannati per reati sessuali.

Una deliberazione il 27 giugno

L’avvocato dell’imputato, Maxime Texier, ritiene che “questo fascicolo non è sufficiente per condannare quest’uomo. Non ci sono prove. La corte non deve sacrificare la presunzione di innocenza”.

Sul carattere “non c’è mai stata alcuna storia, conduce una vita normale e tranquilla con moglie e figli”. Professionalmente “dà piena soddisfazione”.

Viene dichiarata l’assoluzione, il tribunale pronuncerà le sue deliberazioni il 27 giugno.

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