Rappresentanza canadese al di sotto degli standard da 30 anni

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Dalla stagione 1993-1994, quella che seguì l’ultima conquista degli Habs, sono solo 15 le squadre canadesi che hanno raggiunto le quattro finali della serie della Stanley Cup. Durante questo periodo, è successo solo una volta che in questa fase ci fosse più di un rappresentante della foglia d’acero.

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Gli Oilers, i Canadiens e i Maple Leafs hanno il maggior numero di presenze nelle final four della NHL dalla primavera del 1994. (Matteo Vachon)

Parliamo quindi di una rappresentanza del 12,5% (15 su 120 possibili) dei club canadesi tra gli ultimi quattro contendenti alla supremazia della National Hockey League (NHL). Questo dato è chiaramente inferiore alla percentuale delle organizzazioni canadesi nel circuito Bettman, ovvero il 21,8% (sette club su 32 dal 2021).

E’ ancora peggio per la finale dove ci sono sei (!) scarse presenze canadesi. I Calgary Flames nel 2004, gli Edmonton Oilers nel 2006, gli Ottawa Senators nel 2007, i Vancouver Canucks nel 1994 e nel 2011 nonché i Canadian nel 2021.

Vero zimbello della NHL da decenni, i Toronto Maple Leafs sono primi nel paese con tre run in cui sono riusciti a raggiungere il 3° turno dei playoff in 30 anni. Non è normale vedere una squadra con questa reputazione essere al primo livello in Canada in questo senso.

Ciò probabilmente dimostra che nel Paese non esiste una base partitica che abbia il diritto di vantarsi.

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La canadese è l’ultima squadra canadese a vincere la Stanley Cup e raggiungere la finale. Lo ha fatto nel 2021 quando ha battuto i Las Vegas Golden Knigts in sei partite grazie al gol vincente ai supplementari di Artturi Lehkonen. (foto sul computer/foto sul computer)

Cosa spiega una rappresentanza così bassa nelle ultime quattro squadre della NHL per tre decenni? La colpa è della crescente pressione sui mercati canadesi? Il numero crescente di club in tutta l’America? Mancanza di fortuna?

Ad essere sinceri, è difficile identificare un fattore specifico.

Gli Oilers hanno una possibilità?

Quest’anno le speranze canadesi sono nelle mani della banda di Connor McDavid, gli Edmonton Oilers. Vincitori di sette partite della serie “O Canada” contro i Vancouver Canucks, i rappresentanti dell’Alberta dovranno affrontare la potente macchina dei Dallas Stars per la finale Western.

Ovviamente, quando una squadra conta sulla presenza di due dei migliori giocatori di hockey al mondo, vale a dire McDavid e il suo fedele aiutante tedesco Leon Draisaitl, ha le sue possibilità di vittoria. Dall’inizio della corsa ai playoff del 2024, McDavid è stato a volte elettrizzante, a volte discreto. Ha 21 punti, compresi due gol, in 12 partite, ma è così bravo che ci aspettiamo ancora di più da lui.

Dal canto suo Draisaitl, anche se indebolito da un infortunio, riesce a compiere piccoli miracoli. La sua produzione di otto gol e 24 punti in 12 duelli basta a lasciare senza parole.

Senza dimenticare il difensore Evan Bouchard, brillante dall’inizio della stagione 2023-2024, che continua il suo ottimo lavoro con 24:18 di tempo sul ghiaccio e 20 punti o anche Zach Hyman che accumula gol (11 in 12 partite) a un ritmo vertiginoso.

In effetti, gli Oilers hanno un solo difetto ed è grave. Si trova tra i due posti. Mentre attacco e difesa fanno un ottimo lavoro, il portiere Stuart Skinner offre un livello di gioco che non è affatto degno di una squadra che punta alla Stanley Cup.

>>>Il portiere Stuart Skinner ha faticato fin dall'inizio dei playoff, nonostante abbia subito solo 23,5 tiri a partita.>>>

Il portiere Stuart Skinner ha faticato fin dall’inizio dei playoff, nonostante abbia subito solo 23,5 tiri a partita. (PC, Jason Franson/LA STAMPA CANADESE)

Con una media di goal contro 2,87 e una percentuale di parate dell’88,1%, Skinner ha causato molti problemi agli Oilers, costringendo persino l’allenatore a assumere il veterano Calvin Pickard contro i Canucks.

A 32 anni, Pickard non aveva giocato una sola partita di playoff prima di quest’anno, giocando principalmente nell’American Hockey League (AHL) dal suo debutto professionale (321 partite). Questo dice tutto per il gioco di Skinner se una squadra deve assumere un veterano dell’AHL nei playoff…

Non è che l’uomo mascherato degli Oilers sia stato messo alla prova al limite dato che finora ha affrontato 23,5 tiri a partita. Per fare un confronto, il netminder dei New York Rangers Igor Shesterkin ha affrontato 32,4 tiri da titolare. Questo dà un’idea del lavoro della difesa degli Oilers.

Contro Dallas non c’è spazio per errori

Se gli Oilers vogliono vincere contro le potenti Stelle, Skinner dovrà assolutamente darsi una regolata. I rappresentanti del Texas hanno un attacco diversificato, una difesa solida e un portiere che porta a termine il lavoro come Jake Oettinger (2,09 GAA e percentuale di parata del 91,8%).

Gli uomini dell’allenatore Peter DeBoer, alla sesta presenza in sette anni nelle Final Four, hanno appena eliminato dai playoff i due più recenti campioni della Stanley Cup, i Golden Knights di Las Vegas e poi i Colorado Avalanche.

Sono lì di diritto e, nonostante gli infortuni accumulati, sono più motivati ​​che mai a vincere il secondo titolo nella storia della franchigia.

Se gli Oilers vogliono impedire loro di arrivare lì, McDavid e Draisaitl dovranno continuare a trascinarsi la squadra sulle spalle e Skinner dovrà assolutamente essere decente, come minimo. Se queste due condizioni vengono soddisfatte, Edmonton ha le carte in regola per combattere con Dallas.

Questa promettente serie tra Stars e Oilers inizierà giovedì sera.

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