Lily Bergaud, “la pulce del Cantal”, è morta all’età di 95 anni

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Louis Bergaud, questo Mauriacois nato a Jaleyrac, molto vicino alla sottoprefettura, ha lasciato il segno nel ciclismo francese e nel Cantal. È morto questo martedì, 21 maggio, all’età di 96 anni.

Louis Bergaud, detto Lily Bergaud.”La Puce du Cantal”. Questo il soprannome dato agli atleti che appartengono alla storia e hanno segnato il loro territorio. Nato il 30 novembre 1928 a Jaleyrac, a pochi chilometri da Mauriac, nel Cantal, ha partecipato sette volte al Tour de France, classificandosi tra i primi dieci nel 1954 e 1958, e vincendo due tappe nel 1958 e 1961.

Un campione

Louis Bergaud nel 2020. Foto d’archivio Jérémie Fulleringer

Un viaggio sportivo al fianco dei grandi nomi del ciclismo francese, con cui si è confrontato con tutta semplicità e che talvolta hanno dormito a casa sua. Non vedrà il Tour passare dal Cantal il prossimo luglio, avendo precedentemente superato in testa la vetta del Pas de Peyrol. La sua specialità? Scalatore. E 150 vittorie al suo attivo, in Francia e altrove. Ma sempre questa discrezione, questa umiltà che lo hanno caratterizzato e ne hanno fatto un vero e proprio simbolo per i mauriacensi che gli hanno proposto una corsa “La Lily Bergaud”, corsa ciclosportiva corsa per diversi anni da Mauriac, oggi scomparsa.

Nel 2020, Lily Bergaud, spettatrice del Tour che attraversa il Cantal

Incontro con il pubblico al Critérium de Marcolès nell’agosto 2022. Foto d’archivio Jérémie Fulleringer

La carriera in bicicletta è stata naturale per questo ex operaio, per guadagnare qualche soldo all’inizio, come tanti iscritti alle corse ciclistiche di paese. Prima andando a lavorare nell’azienda agricola di famiglia a Embassac, a Jaleyrac per le miniere di Vendes, Bassignac, poi alle Concerie di Bort-les-Orgues, a Corrèze.

Quello a cui non piaceva il ciclismo

Lavori fisici, impegnativi, che hanno acuito la sua stazza. E ha forgiato questo spirito di conquista durante la salita. Una prima licenza al club Mauriac Vélo prima di passare ai massimi livelli, in Francia e all’estero e sempre con Cantal nel cuore. Poi l’incidente durante una gara, nel giugno del 1962, che pose fine alla sua carriera.

Louis Bergaud ripercorre il suo viaggio

Colui che diceva di non amare il ciclismo e di esserci caduto un po’ per caso, è stato sempre presente alle assemblee generali del suo club fin dall’inizio, testimonia Michel Vialanet, presidente del club Vélo di Mauriac e con l’ex grandi nomi del ciclismo come Poulidor.

4a8ace90c0.jpgIn pubblico durante la tappa Châtel-Guyon-Puy Mary, per la salita all’Anglards-de-Salers nel 2020. Foto d’archivio Jean-Paul Cohade

“Era un uomo molto discreto, molto umile, che non voleva essere messo in evidenza e molto gentile”, ricorda il presidente. L’ho conosciuto solo tardi, dopo i suoi giorni di gloria, saranno passati 40 anni. Per i suoi 90 anni ci ha invitati tutti, era felice di circondarsi dei suoi amici ciclisti. L’immagine forte che ricordo è di quando suo nipote, Louis, vinse l’evento Marcolès da cadetto. Ero accanto a Lily Bergaud e lui era commosso, con le lacrime agli occhi, molto orgoglioso di vedere suo nipote vincere un evento al quale partecipava per la prima volta. Suo nipote, che ora vive in un’altra regione, va ancora in bicicletta e viene a trovarci ogni estate per fare il Notturno di Mauriac. »

I funerali di Louis Bergaud avranno luogo venerdì 24 maggio, alle ore 10, nella basilica Notre-Dame-des-Miracles a Mauriac. L’ultimo saluto ad un campione dal cuore grande di un intero territorio.

Magali Roche

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