Cambiamento climatico: questi Audois che affrontano la realtà e lavorano per la transizione ecologica

Cambiamento climatico: questi Audois che affrontano la realtà e lavorano per la transizione ecologica
Cambiamento climatico: questi Audois che affrontano la realtà e lavorano per la transizione ecologica
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Aude sperimenta anomalie meteorologiche da diversi anni. E rientra chiaramente nella prospettiva del riscaldamento globale, una tendenza importante che provoca siccità ed episodi estremi di precipitazioni. Una realtà a cui diverse associazioni o strutture hanno deciso di rivolgersi per formare, informare e sostenere i cambiamenti delle pratiche necessarie per partecipare alla transizione ecologica.

2022, anno più caldo dal 1947 e 2e anno più secco dal 1959 in Aude. 2023, 2e anno più caldo dal 1900, con una temperatura media annua di 14,4°. Il 22 aprile 2024, l’Osservatorio europeo sul clima Copernicus ha pubblicato il suo rapporto 2023. Con un triste privilegio per Aude: quello di comparire sulla mappa interattiva degli eventi chiave, con la menzione dei picchi di temperatura raggiunti a Carcassonne (record assoluto di temperatura battuta). con 43,2°C) o Narbonne in agosto.

Lago Laure-Minervois, praticamente asciutto il 13 marzo 2024.
Indipendente – CHRISTOPHE BARREAU

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Nel 2024, se le ultime settimane hanno portato precipitazioni gradite – ma troppo tardi –, il 1D metà dell’anno ha già portato la sua quota di anomalie: una ventina di giorni nel mese di gennaio con anomalie positive di + 4° rispetto agli standard 1991-2020, o addirittura un deficit di precipitazioni intorno al 40% per il periodo di ricarica (da settembre 2023 a marzo 2024). ). Senza dimenticare la recente alluvione che ha colpito Limouxin e la Val de Dagne. Per il momento è tutto. E il futuro non è molto promettente. Sviluppato da Météo France, lo strumento Climadiag si basa sulla traiettoria di riscaldamento di riferimento per l’adattamento ai cambiamenti climatici (TRACC) stabilita dal Ministero della Transizione Ecologica: con “tempi di transizione” rispetto all’era preindustriale (1850-1900) di + 2°C entro il 2030, +2,7°C entro il 2050 e +4°C entro la fine del secolo.

2,7°C in più nel 2050 a Narbonne come media estiva?

Dati che, su Climadiag, permettono di proiettare a livello comunale gli effetti di questa traiettoria sul clima, sui rischi naturali, sulla salute, sull’agricoltura e sul turismo. Basta prevedere, a Carcassonne, nel 2050, un valore elevato di 36 giorni con rischio significativo di incendio della vegetazione (10 per il periodo di riferimento 1976 -2005); oppure immaginare, a Narbonne, un salto di 2,7°C della temperatura media estiva (25,4°C rispetto a 22,7°C); o addirittura da temere, sulla scala del CdC Trap Lauragais Malepère, questa volta nel 2100, 44 giorni consecutivi senza precipitazioni in estate (18 per il periodo di riferimento).

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Le associazioni o strutture dell’Aude coinvolte nella questione del cambiamento climatico e della transizione ecologica sono a conoscenza di questi dati. Così come stanno esaminando i lavori del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC), e hanno lavorato sulle potenzialità future delineate nel rapporto di sintesi relativo ai 6e Rapporto di valutazione. Con la stima di un riscaldamento di 1,5°C (rispetto all’era preindustriale, 1850-1900) raggiunto entro il 2030, e la prospettiva di un riscaldamento globale di 3,2°C se le politiche attualmente attuate verranno mantenute. Questo per quanto riguarda le – pessime – notizie. Ma, sulla base di una traiettoria finalmente virtuosa delle emissioni di gas serra (CO2, metano, protossido di azoto, gas fluorurati), ridotte rispetto al 2019 del 43% nel 2030, del 69% nel 2040 e dell’84% nel 2050, il limite tra 1,5 °C e 2°C entro il 2100 rimarrebbero possibili.

In tutti i settori, disponiamo di soluzioni per dimezzare almeno le emissioni entro il 2030

E il rapporto del 3e Il gruppo di lavoro dell’IPCC, dedicato alla mitigazione dei cambiamenti climatici, lo ha già affermato nel 2022: “In tutti i settori, abbiamo soluzioni per dimezzare almeno le emissioni entro il 2030”. Molti giocatori dell’Aude hanno in mente questa ambizione da molto tempo. Anche se sarà inevitabilmente necessario adattarsi ai cambiamenti già in atto, la lotta al riscaldamento globale e la sua mitigazione restano uno degli obiettivi principali. Formando e informando, come Forêtvert Forever, con sede a Fontiers-Cabardès, Les imaginaries de la transition, in Haute Vallée, o La Belle Transition, con sede a Caunes-Minervois con Mi “dedicato alla transizione ecologica”. Sostenendo gli agricoltori nella diversificazione, come l’agronomo Kahina Baha. Incoraggiando pratiche virtuose, per restituire il posto alle siepi sacrificate sull’altare del consolidamento del territorio, come Alberi e Paesaggi 11. Ripensando la mobilità, come l’associazione Transition con la rete di mobilità ecologica dell’Aude (Trame). Puntando sulle energie rinnovabili, come l’Energie citoyenne audoise (ECA).

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Elenco non esaustivo. Ma una garanzia di vero slancio. Ricordando l’ovvio delineato da Emmanuel Pistre, di Forêtvert Forever: “Quello che è certo è che non c’è settore che non sia interessato dalla transizione ecologica e dal cambiamento climatico: o lo negano e lo subiranno, oppure lo accettano e saranno parte della soluzione.”

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