Cronaca: una melodia dei Pink Floyd al Bürgenstock

Cronaca: una melodia dei Pink Floyd al Bürgenstock
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Ignazio Cassis e Viola Amherd: con loro la nostra diplomazia salirà sulle vette del Nidvaldo. © Keystone

Ignazio Cassis e Viola Amherd: con loro la nostra diplomazia salirà sulle vette del Nidvaldo. © Keystone

Pubblicato il 21/05/2024

Tempo di lettura stimato: 2 minuti

Il mondo è buono. Diverse decine di paesi invieranno una delegazione alla conferenza sulla pace in Ucraina, prevista a metà giugno a Bürgenstock. Conferenza “di alto livello” secondo la Confederazione, organizzatrice di questa vetta a media quota (1127 m).

La Svizzera non sarà sola con i suoi amici. Verranno almeno sessanta paesi. È bellissimo da parte loro. E la verità è che una parte del mondo può svolgere un lavoro umanitario con il nostro Paese, che ha fatto tanto per altri.

L’arte di raggiungere un accordo tra persone che già sono tutte d’accordo

Il Bürgenstock: nuova scoperta del Consiglio federale e della sua strana politica estera. Sotto l’egida di Viola Amherd e Ignazio Cassis si tratterà di “trovare la via da seguire” per ottenere la pace in Ucraina. Povera pace. Bisognerà essere forti per trovarlo in assenza della Russia, la prima preoccupata per il suo vicino ma che non figura tra i 160 paesi invitati.

Posizione idilliaca

L’idea è quella di delineare una pace con uno solo dei belligeranti, e su richiesta di quest’ultimo. Così irrealistico, così vano, che il presidente Amherd ha già messo in guardia: non aspettatevi una pace firmata in Svizzera. Allora a cosa serve questo vertice? BENE! consentirà alla nostra diplomazia di librarsi un po’ nella ricerca di nuovi concetti. Come i Pink Floyd e i Jefferson Airplane, dai tempi in cui questi gruppi psichedelici moltiplicavano gli esperimenti alla ricerca di nuovi suoni.

Dopo la conferenza di Lugano, flop internazionale dell’estate 2022, e Davos a gennaio, con il suo incontro sulla pace sotto forma di appello alla fornitura di armi, è la volta del Bürgenstock! Programma: raggiungere un accordo tra persone che già accettano di imporre la pace tra Ucraina e Ucraina, nonché tra l’Ucraina e i suoi alleati.

La pace è come un matrimonio, un divorzio o una seduta di massaggio. Qualcuno dovrebbe dirlo a Berna: per farlo ci vogliono due, due nemici se possibile. Un altro fatto ovvio: non è promuovendo un luogo idilliaco sul Lago dei Quattro Cantoni che allevieremo le disgrazie del mondo e le sofferenze dei popoli in guerra.

La pace da una parte, la vita da un lato? Questo principio promette stranezze. Attenzione al delegato che si rivolgerebbe a Viola Amherd tra la pera e il formaggio, attenzione a chi chiederebbe a Ignazio Cassis un discorso a quattr’occhi. Gli invitati dovranno parlarsi, o discutere a due occhi, anche a costo di avere il culo in mezzo a una sedia.

La diplomazia si sforza di vedere il mondo così com’è, obbedisce alle realtà. Per questo, in passato, il coltellino svizzero era affilato. Non siamo più lì. Le nostre menti oggi non vogliono più vedere la realtà. Preferiscono mostrarsi. Regalati un’immagine, impressiona la gallery e fai tanto rumore per niente, se non per far parlare di te, questo ora è il gioco.

Al Bürgenstock i vincitori saranno sicuramente due: Viola Amherd, felicissima di accogliere così tanta gente, e Ignazio Cassis, felicissimo di brillare.

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