L’intersindacato deplora l’annullamento dell’arrivo di Emmanuel Macron per il tributo a Caen

L’intersindacato deplora l’annullamento dell’arrivo di Emmanuel Macron per il tributo a Caen
L’intersindacato deplora l’annullamento dell’arrivo di Emmanuel Macron per il tributo a Caen
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Il capo dello Stato presiederà la cerimonia nazionale in onore di Fabrice Moello e Arnaud Garcia, uccisi dal commando che ha liberato Mohamed Amra il 14 maggio. Alla fine non parteciperà a causa di un viaggio urgente in Nuova Caledonia.

Emmanuel Macron volerà in Nuova Caledonia la sera di martedì 21 maggio. Sul posto, il capo dello Stato deve avviare una “missione” volta a facilitare il ritorno alla calma dopo gli scontri e la ripresa del dialogo. Un viaggio all’estero di un giorno che ha come conseguenza di sconvolgere l’agenda presidenziale.

Mercoledì 22 maggio, Emmanuel Macron presiederà l’omaggio nazionale reso nell’ex carcere di Caen a Fabrice Moello e Arnaud Garcia. I due agenti penitenziari sono stati uccisi a colpi di arma da fuoco il 14 maggio da un commando venuto a liberare un detenuto, Mohamed Amra, mentre trasportavano in un furgone al casello di Incarville (Eure). Tre dei loro colleghi sono rimasti feriti.

Questo voltafaccia suscita l’amarezza dei sindacati che rappresentano gli agenti penitenziari, una professione martoriata e particolarmente mobilitata dopo la tragedia. Quest’ultimo, in un comunicato stampa pubblicato martedì 21 maggio, si rammarica di “un nuovo colpo per il personale penitenziario”.

“Ultimo sacrificio”

“Hanno visto, davanti al Presidente della Repubblica, l’onore dell’intera Nazione nei confronti dei loro compagni Arnaud e Fabrice, che si sono innamorati della Francia”, scrive l’intersindacato.

“Più in generale, essere al loro fianco in questa tragica circostanza ha testimoniato il riconoscimento ufficiale del loro indefettibile impegno al servizio della Giustizia”, continua.

I rappresentanti delle guardie penitenziarie affermano di comprendere “l’urgenza” della situazione in Nuova Caledonia. Ma ritengono che la visita espressa del Presidente della Repubblica nell’arcipelago avrebbe potuto essere programmata al termine del tributo nazionale, tenendo conto del “sacrificio estremo che hanno compiuto i nostri compagni”.

Le famiglie delle vittime ricevute dal presidente

Una “crudele disillusione”, che potrebbe anche secondo l’intersindacato “essere considerata come una mancanza di rispetto per il personale carcerario, le cui missioni sono essenziali per il mantenimento della sicurezza pubblica della nostra nazione”.

E i rappresentanti sindacali citano il sociologo e filosofo Edgar Morin in conclusione del loro comunicato stampa: “Sacrificando l’essenziale all’urgenza, finiamo per dimenticare l’urgenza dell’essenziale”.

Interrogato su questo tema dal deputato Thomas Rudigoz all’Assemblea nazionale nel pomeriggio di martedì 21 maggio, il ministro della Giustizia Éric Dupond-Moretti ha annunciato che Emmanuel Macron ha ricevuto le famiglie delle vittime dell’attacco al furgone della prigione . Secondo l’entourage del capo dello Stato “era inconcepibile non farlo”.

Florian Bouhot Giornalista BFM Regioni

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