Parigi: l’ipotesi di ingerenza russa dopo le etichette della mano rossa sul Muro dei Giusti

Parigi: l’ipotesi di ingerenza russa dopo le etichette della mano rossa sul Muro dei Giusti
Parigi: l’ipotesi di ingerenza russa dopo le etichette della mano rossa sul Muro dei Giusti
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Esattamente una settimana fa, una ventina di mani rosse erano affisse sul Muro dei Giusti, a Parigi (IVe). Questo rende omaggio a quasi 4.000 persone che salvarono gli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Sono stati colpiti anche altri dieci muri del quartiere ebraico di Marais (centro di Parigi). Scoperti nella notte tra lunedì 13 e martedì 14 maggio dagli agenti di sicurezza del luogo, i loro autori non potevano essere arrestati dalla polizia al momento dei fatti.

Già allora il sindaco di Parigi Centro assicurava però che numerose telecamere avevano consentito alla questura, responsabile delle indagini, di ottenere le prime piste. Secondo il consigliere, gli investigatori sono riusciti a identificare i due autori di queste etichette antisemite e il loro complice. L’ipotesi più probabile al momento sarebbe quella di una nuova ingerenza russa.

VIDEO. Parigi: il Muro dei Giusti al memoriale della Shoah spruzzato di mani rosse

Sempre secondo le informazioni inviate al sindaco, la marcatura dei telefoni cellulari e i video hanno permesso di risalire al nascondiglio delle persone in questione, vale a dire in un albergo nella zona est di Parigi. Secondo le informazioni di Canard Enchaîné, è in questo nascondiglio che la polizia ha scoperto la copia del passaporto di uno dei tre individui. Sempre secondo il settimanale si tratterebbe di tre cittadini bulgari.

Una svolta degli eventi non così sorprendente. Il modus operandi ha curiosamente ripreso diverse operazioni di questo tipo realizzate nella capitale negli ultimi mesi. “È lo stesso modo di procedere di quando si tagga Attenzione, possibile caduta dal balcone è apparso nello stesso quartiere verso marzo”, spiega il sindaco.

I fatti ricordano anche la comparsa delle stelle di David blu sulle facciate degli edifici in tre quartieri di Parigi, nel mese di novembre, poche settimane dopo la strage del 7 ottobre. Pochi giorni dopo, un’indagine condotta dal servizio Viginum, un’organizzazione che combatte le operazioni di influenza straniera, ha dimostrato che questi tag erano effettivamente una manovra di destabilizzazione russa.

Nel caso di queste mani rosse, questa volta si riferivano agli studenti di Sciences-Po che qualche settimana prima si erano dipinte le mani per chiedere il cessate il fuoco a Gaza durante una manifestazione. Un gesto associato anche all’omicidio di due israeliani nel 2000.

Per il sindaco del Centro di Parigi, se l’ipotesi dell’ingerenza russa fosse confermata, da questa scoperta si trarrebbero due conclusioni. Ciò costituirebbe, in primo luogo, secondo lui, un’ulteriore prova del “potere destabilizzante della Russia e della sua attività che continua in Europa”. Ma sarebbe anche la triste constatazione che “i russi trovano qui un terreno fertile per le loro ingerenze. Perché le persone usano stupidamente questo simbolo antisemita per le loro rivendicazioni. Dobbiamo essere esemplari nelle nostre controversie e lotte per il Medio Oriente e non cadere mai nell’uso inaccettabile di segnali come questi”.

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