Una donna del Vaucluse lancia un collettivo per denunciare i maltrattamenti nelle case di riposo del Vaucluse

Una donna del Vaucluse lancia un collettivo per denunciare i maltrattamenti nelle case di riposo del Vaucluse
Una donna del Vaucluse lancia un collettivo per denunciare i maltrattamenti nelle case di riposo del Vaucluse
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Muriel Lamy ha sporto denuncia dopo aver constatato che sua madre era privata delle cure e urlava di dolore in un Ehapd ad Avignone.

Sua madre è ormai morta e questa abitante di Vedène vuole mobilitarsi attorno a lei per sfidare l’Agenzia sanitaria regionale e il Consiglio dipartimentale.

Muriel Lamy lo nota i residenti hanno paura di denunciare gli abusi che sopportano nelle case di cura. Creando questo collettivo, lei lo spera “la paura cambia lato”.

Là fondazione che gestisce l’Ehapd Saint Roch di Avignone ha aperto un’indagine interna. Il suo direttore generale Raphaël Diaz spiega a France Bleu Vaucluse che lui “Su questa indagine non posso dire altro che questo la dignità dei residenti è uno dei valori della fondazione”.

Per unirti al collettivo contro i maltrattamenti nelle case di cura del Vaucluse, invia un messaggio a [email protected]

Grida di dolore

Muriel Lamy pensava che fosse adatto allo stato di salute di sua madre. Qualche settimana fa ha scoperto che sua madre, 84 anni, veniva maltrattata: “Ho sentito la mamma urlare e quando sono entrata nella stanza, ho visto il suo viso contorto dal dolore. Stava piangendo, implorando di essere lasciata andare. Mia madre piangeva e diceva che era stufa di andare in giro così. Lei non era cambiata e diceva: “Non voglio più vivere nella mia merda, voglio morire”.

La fondazione che gestisce la casa di cura Saint Roch ha avviato un’indagine interna. Il suo direttore generale Raphaël Diaz: “Non posso parlarvi di questa indagine. La dignità degli ospiti è uno dei valori della nostra fondazione. Fare tutto per i pazienti e non farlo per loro”..
Muriel Lamy ha comunque presentato denuncia. Sua madre è morta pochi giorni fa.

Un collettivo per rifiutare i maltrattamenti nelle case di cura del Vaucluse

Muriel Lamy ha contattato l’Agenzia sanitaria regionale e il consiglio dipartimentale. Sta lanciando un collettivo per rifiutare questi maltrattamenti nelle case di cura: “I maltrattamenti istituzionali sono presenti in tutte le case di cura. Le piaghe da decubito dimostrano che abbiamo immobilizzato la persona, che non ci siamo presi cura di lei, che non l’abbiamo cambiata e che l’abbiamo lasciata soffrire da sola, senza reagire. Purtroppo altri residenti sono ancora in questa casa di cura Altri stanno vivendo la stessa cosa in altre case di cura. Residenti e famiglie mi ringraziano per aver presentato denuncia. Gli ospiti delle case di riposo hanno paura. Ho visto mia madre non osava più dire nulla. per 2.500 euro al mese – è la media di un Ehapd – non paghiamo per essere maltrattati e chiudere un occhio. Lo trovo inaccettabile. Abbiamo perso la dignità dovuta agli esseri umani. Capisco che è un lavoro molto difficile e che mancano le risorse, ma il personale della casa di cura non si rende nemmeno conto che sta diventando violento. C’è disagio tra famiglie e residenti. Non dobbiamo dimenticare che i futuri residenti di domani siamo noi.”.

#French

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