“Ci sono mamme che piangevano”: con il suo trattore evacua gli scolari intrappolati dalle alluvioni nella Mosella

“Ci sono mamme che piangevano”: con il suo trattore evacua gli scolari intrappolati dalle alluvioni nella Mosella
“Ci sono mamme che piangevano”: con il suo trattore evacua gli scolari intrappolati dalle alluvioni nella Mosella
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Con il suo trattore evacua gli studenti universitari intrappolati nelle inondazioni. Una scena insolita avvenuta venerdì 17 maggio, a Kédange-sur-Canner, nella Mosella, settore particolarmente colpito le eccezionali inondazioni che hanno colpito il dipartimento.

Tanto che nel pomeriggio la scuola ha chiamato i genitori perché venissero a prendere i figli. Ed è così che Nicolas, contadino di Metzervisse, riceve la telefonata di un suo amico, il cui figlio frequenta questo locale. “Ero nella fattoria a costruire dighe contro l’acqua, che era appena entrata negli edifici. E il mio amico mi ha chiamato per dirmi che aveva suo figlio bloccato al college, che gli autobus non funzionavano e mi ha chiesto se potevo andare a prenderlo con il trattore.”descrive il Mosellano.

Senza pensarci due volte, prende la direzione del college e lì scopre i genitori devastati. “C’erano mamme che piangevano perché non potevano andare a scuola a prendere i propri figli. Le persone erano nell’acqua fino alle ginocchia. Allora sono tornato al villaggio successivo, Metzervisse, sono andato alla fattoria e ho agganciato il camion del bestiame. Ho detto all’apprendista: “devi venire, abbiamo lavoro”. E così andavamo avanti e indietro, caricando gli studenti”.

“Tra due giorni noi agricoltori saremo dimenticati”

Nicolas va avanti e indietro finché l’acqua è troppo alta, anche per il suo trattore. E con l’aiuto del CPE e degli assistenti educativi del college, e di un altro agricoltore chiamato in soccorso, è riuscito a evacuare i bambini. “Non so quante persone ci fossero. L’unica cosa a cui riuscivo a pensare era far uscire tutti da lì.”descrive Nicolas.

Da allora Nicolas ha ricevuto messaggi e telefonate per ringraziarlo. Ma nonostante tutto, rimane modesto. “Tanto, in ogni caso, tra due giorni noi agricoltori saremo dimenticati. Ma non importa. Non l’ho fatto per i ringraziamenti. Ce n’era uno che voleva fare una pentola. Non l’ho fatto per i soldi. È solo una questione di educazione, di aiutare gli altri.”assicura l’agricoltore.

Ma è pur sempre un’occasione per Nicolas per ribadire un messaggio. “Ogni giorno abbiamo bisogno dei nostri agricoltori, ogni giorno, ogni giorno, ogni giorno.”

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