la corte d’appello conferma l’archiviazione del caso per i gendarmi che lo hanno arrestato

la corte d’appello conferma l’archiviazione del caso per i gendarmi che lo hanno arrestato
la corte d’appello conferma l’archiviazione del caso per i gendarmi che lo hanno arrestato
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Conferma dell’archiviazione del caso o rilancio di un caso emblematico della violenza della polizia? Giovedì 16 maggio la Corte d’appello di Parigi si è pronunciata a favore dell’archiviazione delle accuse contro i gendarmi che arrestarono Adama Traoré nel 2016, morto dopo il suo arresto. Questa decisione “disonora l’istituzione giudiziaria”ha subito commentato in un comunicato Yassine Bouzrou, che in questo caso difende la famiglia della vittima. “Questa miserabile decisione sarà oggetto di ricorso in cassazione e [la] La Francia sarà condannata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo”, Ha aggiunto.

Dopo sette anni di indagini, tre giudici inquirenti parigini hanno archiviato il 30 agosto 2023 tutte le accuse contro i tre gendarmi che li avevano arrestati il ​​19 luglio 2016 a Beaumont-sur-Oise (Val-d’Oise). 24, morto due ore dopo.

La famiglia, che da tempo denuncia lo svolgimento delle indagini, ha subito annunciato che presenterà ricorso contro la decisione. L’udienza si è tenuta a porte chiuse il 15 febbraio davanti alla camera d’inchiesta della capitale.

“Assenza dell’elemento materiale nonché doloso”, secondo l’accusa

In questa occasione, la procura parigina ha chiesto nelle sue richieste scritte la conferma dell’archiviazione del caso a favore dei gendarmi, rilevando “l’assenza di un elemento materiale oltre che intenzionale”. Con soddisfazione delle parti civili, ha comunque osservato il Pubblico Ministero “un nesso causale” tra l’arresto e la morte di Adama Traoré.

La Procura ha considerato questo collegamento “entrambi accertati e sufficienti per affermare che l’intervento delle forze dell’ordine nei confronti del sig. [Adama] Traoré, nel contesto descritto dai tre soldati, e riguardo a [son] stato di salute al momento del presente intervento, ha contribuito, anche se secondariamente, al verificarsi della sua morte..

In questo caso in cui le perizie e le perizie mediche hanno svolto un ruolo fondamentale e hanno scandito l’indagine, la procura generale si è basata su quella più recente, redatta da quattro esperti belgi nel 2021 e completata nel 2022, concludendo che la morte del giovane era stato causato, in questa giornata di canicola e al termine di un inseguimento, da a ” colpo di calore “ che, tuttavia, non l’avrebbero fatto “probabilmente” non sarebbe stato fatale senza l’arresto della polizia.

L’ufficio del procuratore generale ha ritenuto che i soldati lo avessero fatto “ha adottato misure adeguate per fornire assistenza in modo efficace e attento” ad Adama Traoré, “vista la conoscenza che avevano di una situazione particolarmente complessa”.

Leggi anche: Articolo riservato ai nostri abbonati Nel caso Adama Traoré, perché l’accusa chiede l’archiviazione del caso

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Una “indagine faziosa”, denuncia il legale della famiglia

Mae Bouzrou, denuncia a “indagine parziale” e un’assenza di“indagine sulla natura eventualmente proporzionata di [ces] violenza intenzionale». Questa tesi, secondo lui, “si basa esclusivamente sulle dichiarazioni contraddittorie e in evoluzione dei gendarmi”. “Quali ragionevoli motivi possono giustificare il rifiuto di una ricostruzione dei fatti?chiede anche. Questa ricostruzione è stata rifiutata perché dimostrerebbe inequivocabilmente lo schiacciamento sproporzionato del corpo di Adama Traoré durante un contrasto ventrale durato circa otto minuti. »

Adama Traoré è morto il 19 luglio 2016 nella caserma Persan, due ore dopo il suo arresto a Beaumont-sur-Oise (Val-d’Oise) al termine di un inseguimento, un giorno in cui la temperatura si avvicinava ai 37 °C. È stato arrestato durante un’operazione contro suo fratello Bagui, sospettato di estorsione.

I suoi parenti, guidati dalla sorella Assa Traoré, accusano i soldati di aver causato la sua morte e hanno fatto della sua morte un simbolo della violenza della polizia e del razzismo, rilanciato da numerose manifestazioni in Francia. Accusano i gendarmi di non essere intervenuti in aiuto del giovane che si era sentito male nel loro veicolo e che era stato lasciato ammanettato fino all’arrivo dei vigili del fuoco.

Il mondo con l’AFP

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