Lingue e clima per iniziare la stagione a La Bergerie di Moutier-d’Ahun nella Creuse

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Il paesaggista Alain Freytet terrà una conferenza venerdì 17 maggio a La Bergerie. Lo spazio culturale Moutier-d’Ahun ha approfittato delle poche radure per riaprire le sue porte e iniziare la sua stagione 2024.

Una stagione che parte forte attorno al tema del clima, con una serata dal titolo “Lingue: clima”. Guy Cathelot, sindaco di Moutier-d’Ahun, e Stéphanie Retière-Secret, vicedirettrice della Frac-Artothèque, sono venuti a circondare Daniel Aucouturier, il presidente, e i membri della Società degli amici di Moutier-d’Ahun per l’occasione.

Mostre

Allora perché questo linguaggio plurale? Queste riunioni sono state organizzate in tre tappe: l’esposizione permanente di artisti sul tema del clima, un’esposizione temporanea del paesaggista Alain Freytet sul suo lavoro a Brouage, una palude della Charente-Maritime, poi una mostra “in movimento”, fino a maggio 20, proposto dalla Frac-Artothèque e dal FACLim, con il contributo del Fondo Regionale d’Arte Contemporanea Nouvelle-Aquitaine e le opere degli Amis de la Bergerie, con l’intrigante titolo di “Clima: il primitivo come resilienza”.

Oggi curatrice indipendente, Hélène Dantic ha immaginato questa mostra unica: “Il nostro clima è fuori controllo, siamo tutti in ansia, c’è un’emergenza assoluta e sappiamo che tutto questo è il risultato delle nostre attività, per noi piccoli umani, su il nostro pianeta. Quindi mi sono chiesto: quando dovremmo tornare indietro nella storia della nostra umanità per trovare un momento in cui non stiamo danneggiando il nostro pianeta? » È una dieta alla moda, la dieta “paleo”, ovvero il mangiare come i cacciatori-raccoglitori, bandendo gli alimenti trasformati, che ispira questo viaggio primitivo.

Affronta il clima in modo positivo

Il suo discorso è positivo poiché si tratta più di mettere in discussione una soluzione che di descrivere il caos che ci minaccia.

Alain Freytet invita anche ad affrontare la questione climatica da un punto di vista meno catastrofico, l’unico modo secondo lui per sperare in una ripresa: “Quando pensavamo al clima 20 anni fa, pensavamo ai climi equatoriali, alla freschezza dell’inverno, ecc. Oggi quando diciamo clima intendiamo sconvolgimento, catastrofe, caos, tempesta… Allora come possiamo uscire da questa ansia per il clima? Ci sono diverse cose che sono guidate dall’approccio paesaggistico. È innanzitutto vedere la bellezza. Dì a te stesso che il mare è cattivo, si alzerà, la foresta qui è in depressione, sarà soggetta a declino e supererà questa osservazione. Qual è la situazione e cosa fare? Vedere il bello ci riporta in uno stato di contemplazione che ci motiva ad agire. Altrimenti tutto è nero, e perché agire quando tutto è nero? Cerchiamo di motivare attraverso la bellezza. »

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Gli artisti esposti sono Adel Abdessemed, Bertille Bak, François Bouillon, Frédéric Claver, Henri Coldeboeuf, Georg Ettl, Delphine Gigoux-Martin, Christian Jaccard, Laurent Le Deunff, Jean-Simon Raclot, Babeth Rambault, Ramon, Daniel Schlier, Klaus Staeck e Raymond-Émile Waydelich.

Conferenza di Alain Freytet alla Bergerie, venerdì 17 maggio, alle 18.

Nella Creuse, La Bergerie si prepara ad una nuova stagione culturale

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