“bacini” e pesticidi, la grande incognita

“bacini” e pesticidi, la grande incognita
“bacini” e pesticidi, la grande incognita
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Questa è una parte importante del protocollo firmato nel 2018 per le future riserve di sostituzione della Sèvre Niortaise-Mignon: l’aspetto ambientale.

Si ricorda che, in cambio del finanziamento pubblico di gran parte della costruzione dei sedici bacini della Coop de l’eau 79, il mondo agricolo si sposterebbe, tra gli altri obiettivi concordati, verso “verso l’agroecologia, misure a favore della biodiversità e della qualità dell’acqua”.

La prefettura evidenzia “progressi reali”

Cinque anni e mezzo dopo, dove siamo? Venerdì 3 maggio 2024, la sera stessa di una nuova riunione a Niort della “commissione di valutazione e di monitoraggio” del protocollo, la prefettura di Deux-Sèvres ha annunciato che il suddetto CES aveva potuto constatare “vero progresso” E “risultati soddisfacenti”Quello “le pratiche agricole si stanno evolvendo in modo significativo”questi essendo “più virtuosi verso l’ambiente e meno consumanti d’acqua”. E citare, a titolo esemplificativo di questo grande slancio, la riduzione del 22% della superficie coltivata a mais tra il 2018 e il 2022 (il famoso mais, tanto criticato dagli antibacini) e l’aumento del 48% della la superficie dedicata all’agricoltura biologica.

Certamente lusinghiero, questo quadro merita tuttavia di essere messo nella giusta proporzione: se, secondo l’istituzione pubblica del Marais Poitevin, siamo passati effettivamente da 21.000 ettari di mais nel 2018 a 16.500 nel 2022, dobbiamo tenere presente che si tratta tutto il territorio interessato dal progetto, vale a dire le aziende agricole dell’intero bacino Sèvre Niortaise-Mignon, e non solo quelle collegate ai bacini artificiali. Lo stesso vale per le superfici coltivate biologicamente.

Impegni individuali dei “connessi”

Per conoscere gli impegni agroambientali assunti individualmente dagli operatori effettivamente collegati alle riserve, è necessario fare riferimento ad un altro documento, sempre prodotto dall’EPMP e validato dal CSE, portato dall’Osservatorio delle pratiche agricole: qui si legge che, nell’ambito della compensazione ambientale, i quarantaquattro operatori interessati dai “bacini” di Mauzé, Sainte-Soline, Priaires e Épannes pianteranno siepi, creeranno o non distruggeranno corridoi ecologici, svilupperanno fasce erbose, manterranno più a lungo le colture “trappola dei nitrati” di quanto richiesto, mantenendo il miele a maggese, ecc.

D’altra parte, almeno per il momento, solo quattro di loro si sono impegnati a ridurre i volumi di pesticidi (uno a Mauzé, due a Sainte-Soline e uno a Épannes).

Qui sta il problema, anche gli oppositori hanno fatto un argomento ricorrente denunciando una piroetta che consiste nel far assumere a tutti i colleghi la responsabilità di un cambiamento atteso, esonerando i connessi, ma primi beneficiari dello stoccaggio dell’acqua, da alcun impegno reale per lo sviluppo.

Dimezzare i pesticidi entro il 2025?

L’ambizione riaffermata dal prefetto qualche mese fa è quella di dimezzare, entro il 2025, i volumi diffusi di questi stessi pesticidi. Prima del CES del 9 ottobre 2023, Emmanuelle Dubée ha chiesto chiaramente che le fosse presentato il più rapidamente possibile un piano d’azione che consentisse di raggiungere questo obiettivo.

Elaborato dalla Camera sotto la supervisione dello Stato, questo piano è stato presentato al CES il 3 maggio. In particolare prevede “azioni di sostegno e accompagnamento degli agricoltori per l’implementazione e il rafforzamento delle pratiche agroecologiche, in particolare quelle che consentono la riduzione dell’uso di prodotti fitosanitari”.

Ciò comporterebbe, tra le altre misure, un’indagine su un campione di 120 agricoltori “identificare i loro freni e leve” poi un “vicino sostegno” (roadmap personalizzata a supporto) dei dieci con il maggior margine di miglioramento.

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