Gas ed energia elettrica – Aumentano le controversie sui prezzi nel 2023 – Notizie

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Gas ed elettricità

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Pubblicato il 16 maggio 2024

Il mediatore energetico, incaricato di proporre soluzioni ai conflitti tra consumatori e operatori del settore energetico, ha ricevuto nel 2023 13.999 deferimenti formali. Un numero stabile rispetto al 2022. D’altronde, di questi tempi, in cui i prezzi salgono, cambia il motivo delle controversie .

La tutela dei consumatori di energia deve essere ulteriormente rafforzata. È questa la principale osservazione tracciata da Olivier Challan Belval, il mediatore energetico nazionale incaricato di consigliare soluzioni alle controversie tra consumatori e operatori del settore energetico, nel suo rapporto di attività 2023 appena pubblicato. “Spero che il Parlamento legiferi [à ce sujet] entro la fine del 2024″, indica. C’è da dire che anche l’anno scorso non è rimasto con le mani in mano. Panoramica del suo anno 2023 in 5 cifre chiave.

27.350 Come il numero di controversie pervenute lo scorso anno al mediatore energetico, siano esse richieste formali di mediazione o semplici segnalazioni pervenute al servizio Energie-info. Se guardiamo solo alle richieste formali di mediazione (dette anche deferimenti), il mediatore energetico ne ha ricevute 13.999 nel 2023. Un dato stabile rispetto al 2022 (13.751). Il 63% (8.894) sono state ritenute ammissibili dal mediatore. A tal fine, il mediatore si assicura che la controversia rientri nella sua sfera di competenza ma anche che il consumatore abbia, prima di contattarlo, presentato un reclamo scritto che rimane senza risposta all’operatore. Questa mancanza di reclamo preliminare o di documenti mancanti è la ragione principale per cui lo scorso anno 5.105 ricorsi formali al mediatore (il restante 37%) sono stati ritenuti inammissibili, si legge nel rapporto.

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10 milioni di euro Le somme versate lo scorso anno dai fornitori di energia e dai gestori delle reti di distribuzione ai propri clienti dopo l’intervento del mediatore energetico. In totale, l’organismo ha emesso 8.570 raccomandazioni nel 2023. Sono state pienamente seguite in 9 casi su 10, assicura nel suo rapporto di attività.

+74% L’aumento dei reclami legati alla variazione dei prezzi nel 2023. È questo uno dei principali cambiamenti osservati nel 2023 dal mediatore energetico: se il numero dei deferimenti è rimasto stabile rispetto al 2022, l’attuale crisi energetica ha cambiato la tipologia delle controversie, con un forte aumento di quelli legati alle variazioni dei prezzi. Pertanto, delle 8.894 richieste di mediazione ritenute ammissibili, il 34% ha riguardato controversie sui prezzi e sulle tariffe praticate e il 37% ha riguardato controversie sui livelli di consumo fatturati.

612 Il numero di deferimenti che hanno riguardato il fornitore Wekiwi che ha ricevuto, per il secondo anno consecutivo, il cartellino rosso del mediatore “per le sue cattive pratiche ricorrenti in ogni momento durante la durata dei contratti”. Lo scorso anno questo fornitore ha registrato di gran lunga il tasso di segnalazione più alto, 15 volte superiore al tasso medio di tutti i fornitori messi insieme. Nel 2023 la quasi totalità dei deferimenti avviati dal mediatore riguardanti Wekiwi sono stati denunciati alla DGCCRF per mancato rispetto di una o più disposizioni del Codice del Consumo.

2 Come gli altri due cartellini rossi affrontati dal mediatore energetico nel suo rapporto del 2023, il primo è attribuito ai fornitori che a volte sottovalutano deliberatamente l’importo delle rate mensili. Risultato: fatture regolamentari di diverse centinaia, addirittura migliaia di euro per i clienti. Anche in questo caso Wekiwi è tra gli operatori incriminati. C’è anche Engie, di cui avevamo segnalato le bollette esorbitanti, ma anche OHM Energie ed Eni.

L’altro cartellino rosso spetta a Enedis, il gestore della rete di distribuzione elettrica in Francia. Motivi: “Cattivo trattamento dei reclami dei propri clienti relativi alla qualità della fornitura di energia elettrica, alle loro richieste di connessione alla rete, nonché al deterioramento delle condizioni per indagare su tali controversie in mediazione”, giustifica il mediatore.

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