Il Belgio rientra nella classifica europea dei diritti LGBTQIA+

Il Belgio rientra nella classifica europea dei diritti LGBTQIA+
Il Belgio rientra nella classifica europea dei diritti LGBTQIA+
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Il Belgio scende al terzo posto nell’annuale Rainbow Map di ILGA-Europe, l’organizzazione ombrello delle organizzazioni europee LGBTQIA+. Il Segretario di Stato per le Pari Opportunità, l’Uguaglianza di Genere e la Diversità, Marie-Colline Leroy (Ecolo), si compiace del posto del Belgio tra i primi tre, ma sottolinea che restano ancora delle lacune da colmare. “È importante che il prossimo Parlamento modifichi l’articolo 150 della Costituzione affinché l’odio online contro le persone LGBTQIA+ possa essere combattuto efficacemente“, ha dichiarato il segretario di Stato Marie-Colline Leroy.

I top e i flop della classifica 2024

Per la Rainbow Map, pubblicata giovedì, 49 paesi europei ricevono un punteggio su 100, in base ai diritti delle persone LGBTQIA+. Il Belgio ha occupato a lungo il secondo posto, ma nel 2022 scende al terzo posto, per poi risalire al secondo posto nel 2023. Quest’anno perde nuovamente una posizione, con 78 punti. Malta è in cima alla lista per il nono anno consecutivo. Con un punteggio di 83 punti, l’Islanda passa al secondo posto, guadagnando tre posizioni grazie alla nuova legislazione. I tre paesi nella parte inferiore della mappa arcobaleno sono Russia, Azerbaigian e Turchia.

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Germania, Islanda, Estonia, Liechtenstein e Grecia sono i paesi in cui i punteggi aumentano maggiormente. La Germania ha vietato i crimini d’odio basati sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulle caratteristiche sessuali. L’Estonia e la Grecia hanno modificato le loro leggi per consentire alle coppie dello stesso sesso di sposarsi e adottare bambini, e la Grecia ha anche colmato le lacune nella legislazione antidiscriminazione per proteggere pienamente le persone LGBTQIA+, senza dimenticare la legalizzazione del matrimonio per tutti. Il Liechtenstein ha esteso il diritto di adozione alle coppie dello stesso sesso.

Il Montenegro ha perso il maggior numero di punti, perdendo nove posizioni per non aver adottato un nuovo piano d’azione per l’uguaglianza o per non aver implementato una politica aggiornata in materia di asilo e crimini generati dall’odio.

Miglioramenti in vista in Belgio?

Gli autori della mappa menzionano anche che il Belgio ha recentemente vietato le pratiche di conversione. Si tratta di terapie che presumibilmente mirano a cambiare l’orientamento sessuale delle persone LGBTQIA+. La nuova legislazione belga prevede che ciò diventi un reato penale.

Oltre a un emendamento all’articolo 150 della Costituzione (in modo che i commenti omofobici siano puniti in tribunale come quelli razzisti), il Segretario di Stato Marie-Colline Leroy raccomanda che il prossimo governo implementi ulteriormente la cessazione della Corte Costituzionale in modo che le persone non binarie può anche iscriversi allo stato civile. Un’altra misura importante è proteggere l’integrità fisica dei bambini e degli adulti intersessuali. I bambini intersessuali dovrebbero essere curati o operati solo se possono dare il permesso o per evitare una situazione pericolosa per la vita, sostiene.

Queste misure politiche sono necessarie, soprattutto alla luce dei nuovi dati dello studio FRA (l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, ndr).“, dichiara il Segretario di Stato Leroy. “Questi mostrano chiaramente che più di un quarto delle persone LGBTQIA+ nel nostro Paese evitano i luoghi per paura di essere attaccate e che più della metà di loro preferisce non tenere la mano del proprio partner in pubblico“.

Anche la vicepremier Petra De Sutter (Groen) ritiene che sia giunto il momento di rimboccarsi le maniche, ora che il Belgio è stato scavalcato dall’Islanda in classifica. Secondo lei, il divieto di discriminazione dovrebbe essere esplicitamente incluso nella Costituzione. “C’è il quadro politico in cui viviamo. A ciò si aggiungono molestie, intimidazioni, ecc. che le persone LGBTQIA+ devono sopportare. Il risultato è che queste coppie non osano camminare mano nella mano, anche se stanno già subendo molestie online. Una realtà che la ricerca europea ha confermato questa settimana“, spiega.

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