Con Salman Rushdie, dietro le quinte di “La Grande Librairie”, su France 5

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Augustin Trapenard e Salman Rushdie sul set di “La Grande Librairie”. SCREENHOT FRANCIA 5

FRANCIA 5 – MERCOLEDI 15 MAGGIO – 21:05 – RIVISTA LETTERARIA

Solitamente pieno di attività, l’edificio di France Télévisions è sorprendentemente vuoto sabato 4 maggio. C’è solo Augustin Trapenard, con l’équipe de “La Grande Librairie”, una quarantina di persone, consapevoli di vivere un momento speciale poiché lo spettacolo (registrato oggi e non, come di consueto, mercoledì dal vivo) è dedicato a Salman Rushdie.

Ma appunto – ed è come se bastasse scrivere il nome dello scrittore che crede così tanto nel potere del linguaggio perché possa apparire – eccolo qui. Apparendo all’angolo di un corridoio, avanza, a passo spedito e circondato da guardie del corpo di cui sperava di non aver più bisogno fino a questo attacco con il coltello, il 12 agosto 2022, che gli è quasi costato la vita, trentatré anni dopo la fatwa pronunciata contro di lui dall’ayatollah Khomeini nel 1989.

Dopo qualche prova vocale e luci da aggiustare (ha perso un occhio nell’aggressione), Salman Rushdie viene raggiunto sul set da Kamel Daoud e Leïla Slimani. Due scrittori che, come sottolinea Augustin Trapenard, “condividere [ses] combatti e conosci il prezzo ».

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Invitato per la pubblicazione del suo ultimo lavoro (Il coltello. Riflessioni dopo un attentatotradotto dall’inglese da Gérard Meudal, Gallimard, 272 pagine, 23 euro), Salman Rushdie dirà semplicemente: “Avrei preferito che questo libro non esistesse. » Quando Augustin Trapenard lo interroga sul significato della libertà, risponde subito: “È ciò di cui non puoi scrivere senza. La libertà è una vera necessità per tutti gli artisti. »

Mentre si rende omaggio a Paul Auster, morto il 30 aprile, Salman Rushdie evoca “l’amico”, ” fratello “, il pubblico sostiene anche che si trovasse, insieme a Colum McCann in particolare, dopo l’attacco con il coltello. Tuttavia, anche se molti di loro brandivano lo #standwithsalman che appare qui sul grande schermo, altri non avranno fatto questa scelta. Di cosa si rammarica Leïla Slimani: “C’è una tendenza crescente a dire “Smettetela di fare storie”; “L’hai cercato.” » Una tendenza che lei descrive come “molto pericoloso”.

L’osservazione è condivisa da Kamel Daoud: “Le colpe aumentano e alcuni gruppi politici lo hanno capito molto bene. » E Salman Rushdie chiarisce il punto: “Stiamo attraversando un momento molto buio in cui siamo tenuti a definire noi stessi in modo molto ristretto (…), mentre ognuno di noi è più cose allo stesso tempo. »

“Il marito di mia moglie”

Il suo discorso riecheggia quello pronunciato il 22 ottobre 2023, quando gli fu assegnato il Premio per la Pace alla Fiera del Libro di Francoforte, in cui si rammaricava “la libertà, soprattutto la libertà di espressione (…)si trova attaccato da ogni parte da voci reazionarie, autoritarie, populiste, demagogiche, ignoranti, narcisiste, superficiali (…), da sinistra come da destra, da giovani e anziani. »

Leggi il discorso di Salman Rushdie (nell’ottobre 2023): Articolo riservato ai nostri abbonati “La pace, in questo momento, sembra una fantasia nel sogno di un tossicodipendente.”

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Alla domanda ” Chi sei ? »con l’onestà ma anche l’umorismo che lo caratterizza, Salman Rushdie dà questa meravigliosa risposta: “Sono l’autore delle mie opere, sono il marito di mia moglie, l’amico dei miei amici, il padre dei miei figli e… questo è già parecchio. » Kamel Daoud si permetterà poi di dire come Il coltello è anche, “un romanzo d’amore, un inno a una donna”.

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Questa donna è la scrittrice e fotografa Rachel Eliza Griffiths, che Salman Rushdie si precipita a trovare, una volta terminata la registrazione, nel suo camerino ben custodito, ma da cui escono esplosioni di luce, segno che la vita è tornata alla normalità. diritti, risate e bollicine di champagne. Lì, con la sua addetta stampa Pascale Richard, la redattrice Tiffany Gassouk e Karina Hocine, segretaria generale della casa Gallimard, non esiterà a descrivere“eccezionale” questo spettacolo.

Leggi la recensione: Articolo riservato ai nostri abbonati Al centro del “caleidoscopio testuale” di Salman Rushdie

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Senza aver sentito gli elogi – probabilmente mentre stava scambiando il suo abito con quello di pelle – Augustin Trapenard si dirà profondamente felice. Per questo anglista che ha letto, studiato e perfino insegnato a Salman Rushdie prima di intervistarlo, in numerose occasioni, “questo programma incarna l’importanza data dal servizio pubblico alla letteratura, la difesa dei valori profondamente francesi, ispirati all’Illuminismo, e la possibilità per i romanzieri di dialogare e ricordare l’importanza delle loro parole”.

Al termine del suo discorso a Francoforte, Salman Rushdie non ha detto altro: “Dobbiamo continuare a fare, con rinnovato vigore, ciò che è sempre stato necessario: rispondere alle parole maligne con parole migliori, contrastare le storie false con storie migliori, rispondere all’odio con l’amore, e credere che la libertà può sempre trionfare, anche in l’era delle bugie. »

“La Grande Librairie”, programma presentato da Augustin Trapenard. Con Salman Rushdie. Trasmesso su France 5 e disponibile per la riproduzione su France.tv.

Emilie Grangeray

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