Editoriale: la bottiglia di amaro della vetreria Saint-Prex

Editoriale: la bottiglia di amaro della vetreria Saint-Prex
Editoriale: la bottiglia di amaro della vetreria Saint-Prex
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La bottiglia amara

Pubblicato oggi alle 6:34

Una vecchia coppia. Quando sfogliamo con loro gli album con le foto ingiallite dal tempo, i Saint-Preyard sembrano ricordare solo la vita rosea di questa epopea del vetro ormai minacciata di fine dal gruppo Vetropack.

Questa compagnia, durata più di un secolo, ha fruttato loro – in cambio di compiti e orari molto duri – stipendio, casa, tempo libero, status e perfino una famiglia, quella della comunità vetraria.

Mentre i movimenti sociali sono spesso tramati attraverso la violenza, e i lavoratori sconvolti finiscono per rompere i mattoni della loro stessa fabbrica, la lotta davvero impari che si sta svolgendo qui davanti ai nostri occhi si svolge in uno spirito di responsabilità e dignità che suscita ammirazione.

Va detto che questi uomini e donne sembrano impossibili da “bicchiere” di rabbia per un motivo molto semplice e quasi ingenuo: amano la loro azienda, il loro lavoro e il suo prodotto. Queste bottiglie nascono dalle loro mani e dal loro know-how unico per finire sulle nostre tavole festive nell’alleanza formata con l’enologo.

Non è quindi un giocattolo quello che vogliamo togliere loro ma un luogo carico di storia, dove sono “cresciuti”, come molti dei loro genitori prima di loro. Anziani che hanno insegnato loro il valore del lavoro e il rispetto per il capo, un’equazione che – l’uno non può prescindere dall’altro – permette loro di vedere la busta paga alla fine di ogni mese.

Ma applicando la rivoluzione cortese (mai un insulto è giunto alle nostre orecchie) e le proposte concordate per salvare i mobili, non corrono il rischio di essere licenziati un po’ troppo facilmente alla fine dei negoziati in corso? nella bellissima Sala della Pace?

Il futuro lo dirà, ma l’ultima bottiglia che lascerà la fabbrica di Saint-Prex promette prima o poi di avere un sapore molto amaro per queste 180 persone alle quali l’unico rimprovero fatto è quello di alzarsi ogni mattina in questa Svizzera che amano ma che è diventato troppo costoso e disorientato a livello industriale.

Colui al quale sentono di aver dato molto solo per avere buone possibilità di essere ingannato.

Cedric Jotterand è giornalista della sezione vodese, responsabile dell’ufficio di Morges. È anche caporedattore del Journal de Morges, vincitore del Premio BZ per il giornalismo locale.Più informazioni @JotterandC

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