DIOMAYE RINNOVA IL PROTOCOLLO

DIOMAYE RINNOVA IL PROTOCOLLO
DIOMAYE RINNOVA IL PROTOCOLLO
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Da appena un mese alla guida dello Stato, il presidente della Repubblica Bassirou Diomaye Diakhar Faye si distingue sempre più per alcuni atti che sembrano attestare la sua determinazione ad attuare al meglio l’agenda di rottura sistemica promessa ai senegalesi in occasione delle elezioni campagna. Infatti, nonostante la falsa nota riscontrata nella nomina di alcuni direttori generali al di fuori della previa procedura di gara in conformità con l’impegno riaffermato nel secondo Consiglio dei ministri del 17 aprile, l’attuale capo dello Stato è già illustrato da alcuni atti alquanto innovativi nel suo governo. Tra queste spicca la decisione di porre fine alla mobilitazione del governo all’aeroporto per accompagnarlo o accoglierlo alla partenza o all’arrivo durante i suoi viaggi all’estero. Durante il suo primo viaggio all’estero, effettuato il 18 aprile, in Mauritania, ha mobilitato solo una manciata di personalità civili e militari per sacrificare la tradizione degli onori all’aeroporto prima della sua partenza.

Nelle immagini della televisione nazionale abbiamo visto soltanto il Primo Ministro Ousmane Sonko e alcune autorità civili tra cui il suo Capo di Stato Maggiore, la professoressa Mary Teuw Niane, il Ministro degli Interni, generale Jean Baptiste Tine, il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica e il Governatore di Dakar come autorità civili. Dal lato delle autorità militari, abbiamo avuto il tenente generale Mbaye Cissé, capo di stato maggiore delle forze armate (Cemga) e il tenente generale Moussa Fall, finalmente destituito dalle sue funzioni di alto comandante della gendarmeria nazionale e direttore della giustizia militare. il 24 aprile. Va detto che questo cambio di protocollo, che ha sorpreso più di uno, è stato deciso dall’attuale capo dello Stato che avrebbe detto, secondo alcune indiscrezioni, di “non voler più vedere le alte autorità civili e militari perdere mezza giornata di lavoro solo perché devono andare ad accoglierlo al ritorno dal viaggio”.

Questa rottura del protocollo presidenziale rispetto alla forte mobilitazione dei membri del governo, dei funzionari delle Forze di Difesa e di Sicurezza e dell’amministrazione territoriale che eravamo abituati a osservare all’aeroporto per accompagnare o accogliere il Presidente durante i suoi viaggi è stata salutata anche da Mamadou Lamine Diallo. «Il fatto simbolico, è vero, merita di essere sottolineato. Il presidente Bassirou Diomaye Diakhar Faye soddisfa una delle mie vecchie richieste: il governo si è mobilitato all’aeroporto per accompagnare o accogliere il Presidente della Repubblica alla partenza o all’arrivo. Protocollo improduttivo che risale al periodo coloniale imposto dal Governatore Generale dell’AOF. Bravo BDF”, ha scritto l’ex candidato sconfitto alle ultime elezioni presidenziali in una pubblicazione condivisa sul suo account X (ex tweeter).

Prestare giuramento e consegnare il servizio nella massima sobrietà

La fine della folclorizzazione di alcune cerimonie ufficiali è stata certamente la prima misura di rottura osservata con l’avvento del regime del presidente Bassirou Diomaye Diakhar Faye. Infatti, chi si è recato alla sala espositiva Diamniadio dove si è svolto il giuramento del successore del presidente Macky Sall è rimasto sorpreso dal clima di sobrietà in cui si è svolto questo evento. Non l’ombra di un griot o di altri cantanti visibile in questa grande sala dove si è tenuta anche la seconda esibizione del presidente Macky Sall nel 2019 in una forte atmosfera di rivalità sonora di Doudou Ndiaye Mbengue e dei suoi colleghi della cerchia ristretta dei griot del presidente con Farba Ngom come leader. Oltre al giuramento del capo dello Stato, si è svolto nella massima sobrietà anche il passaggio di consegne di tutti i 30 membri del nuovo governo. Le sessioni di passaggio di consegne si sono svolte senza alcun battito di “TamTam”.

La fine dell’accumulo di funzioni all’interno dell’esecutivo

La fine dell’accumulazione delle funzioni all’interno dell’esecutivo rientra anche tra le misure di rottura avviate dall’attuale capo dello Stato, Bassirou Diomaye Diakhar Faye. Annunciata dal primo ministro Ousmane Sonko, all’indomani della pubblicazione ufficiale della lista dei 25 ministri e dei 5 segretari di Stato, il 5 aprile, questa misura è ormai rispettata al 100%. Oggi, per la prima volta dal 2000, il governo è composto da membri che si dedicheranno esclusivamente ai compiti di governo”. Si volta ora la pagina dei ministri-sindaci o addirittura dei ministri-presidenti dei Consigli dipartimentali. Ricordiamo che la prima personalità a rispondere favorevolmente a questa direttiva sui mandati non cumulabili nell’esecutivo è l’attuale ministro dell’Industria e del Commercio, Sérigne Guèye Diop. Due giorni dopo la sua nomina, l’ex sindaco di Sandiara ha approfittato di un incontro con i suoi attivisti per annunciare le sue dimissioni alla guida di questo comune nel dipartimento di Mbour. Il ciclo di queste dimissioni si è chiuso la settimana scorsa con le dimissioni del Primo Ministro, Ousmane Sonko, Birame Souléye Diop, Maïmouna Diéye e Yankhoba Diémé dalle rispettive cariche di sindaco di Ziguinchor, sindaco di Thiès Nord, sindaco di Patte d’Oie e presidente del Consiglio Dipartimentale di Bignona.

Procedura per le dimissioni volontarie del sindaco dalle sue funzioni, ai sensi dell’articolo 133 del Codice generale degli enti locali

IN Senegal, la questione delle dimissioni volontarie di sindaci e deputati è affrontata dall’articolo 133 della legge n. 2013-10 del 28 dicembre 2013 relativa al Codice generale delle comunità territoriali. Tale articolo, al primo comma, precisa che “Le dimissioni dei sindaci e dei deputati sono indirizzate al Ministro competente per gli Enti locali mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento”. Andando oltre, il secondo comma precisa che tali dimissioni “diventano definitive a partire dalla loro accettazione da parte del Ministro competente per gli enti locali o un mese dopo l’invio di una nuova lettera raccomandata”. E il terzo comma che tratta dell’esigenza di continuità di servizio precisa che “Fino all’insediamento dei loro successori, i sindaci e i deputati dimissionari continuano ad esercitare le loro funzioni – ad eccezione di quelle previste dalle disposizioni degli articoli 99, 121, 135 .

dakarmatin

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