una piaga in aumento nel mondo

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– Focolaio a Mayotte

Nel dipartimento francese di Mayotte, situato nell’Oceano Indiano, mercoledì un bambino di tre anni è morto di colera.

Al 6 maggio, sull’isola sono stati identificati 58 casi ed è in corso una campagna di vaccinazione con oltre 4.000 persone vaccinate fino ad oggi, secondo l’Agenzia regionale della sanità.

Questa epidemia avviene mentre è in corso una grave epidemia nel vicino arcipelago delle Comore, dove si sono verificati 98 decessi e oltre 4.900 casi dall’inizio dell’anno.

Nella Francia metropolitana, questa malattia è diventata molto rara e segnalata principalmente dai viaggiatori di ritorno da paesi o zone infette: si sono verificati in media da zero a due casi all’anno dall’inizio degli anni 2000, secondo il Ministero della Salute.

Dobbiamo risalire al 1986 per trovare tracce di un focolaio in Francia, principalmente da casi importati dal Nord Africa, con più di trenta casi e un bambino di 10 anni morto dopo un soggiorno in Algeria.

– Esplosione globale nel numero di casi

A causa del cambiamento climatico e dell’aumento dei conflitti, il numero dei casi di colera è attualmente in aumento in tutto il mondo, sottolinea l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS).

I casi segnalati (solo una parte dei casi accertati) sono più che raddoppiati tra il 2021 e il 2022 per raggiungere 473.000, per poi salire ulteriormente fino a oltre 700.000 nel 2023.

Comore, Repubblica Democratica del Congo (RDC), Etiopia, Mozambico, Somalia, Zambia e Zimbabwe sono tra i paesi attualmente più gravemente colpiti, afferma l’OMS.

– Infezione intestinale acuta

Infezione diarroica acuta, il colera è causato dall’assorbimento di cibo o acqua contaminati da un batterio, il bacillus vibrio cholerae o cholera vibrio.

Tre quarti delle persone infette non esprimono sintomi.

Ma quando si manifesta, la malattia può essere grave nel 10-20% dei casi, con grave diarrea e vomito che provocano una disidratazione accelerata.

Se non trattato, il colera è una delle malattie infettive più rapidamente mortali: la morte può verificarsi entro uno o tre giorni.

Solo un trattamento rapido mediante infusione, con la somministrazione di sali reidratanti e antibiotici, può prevenire la morte.

– Indicatore di povertà e conflitto

Haiti, Siria o RDC: l’elenco delle recenti epidemie di colera mostra come questa malattia sia un indicatore di povertà, instabilità e conflitti armati.

“Esiste uno stretto legame tra la trasmissione del colera e l’accesso inadeguato all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari” sottolinea l’Oms.

I luoghi a rischio di epidemie sono tipicamente i campi profughi: le crisi umanitarie con lo sfollamento delle popolazioni e le difficoltà di accesso all’acqua potabile aumentano notevolmente i rischi.

– Favorito dai cambiamenti climatici

Il cambiamento climatico, aumentando l’intensità e la frequenza delle inondazioni, dei cicloni e della siccità, interrompe l’accesso all’acqua potabile e “crea un ambiente ideale per lo sviluppo del colera”, secondo l’OMS.

Esempio recente: i casi di colera in Mozambico sono decuplicati dopo il passaggio del ciclone Freddy che, all’inizio del 2023, ha privato alcuni abitanti dell’acqua potabile.

– Vaccini in numero insufficiente

Sono stati sviluppati diversi vaccini orali raccomandati dall’OMS per le aree in cui il colera è endemico e durante le epidemie.

Ma il moltiplicarsi dei focolai ha limitato pericolosamente le scorte e costretto le organizzazioni umanitarie a ridurre il numero di dosi somministrate durante le campagne di vaccinazione.

Ad aprile, l’OMS ha dato il via libera alla versione semplificata di un vaccino, prodotto dal gruppo sudcoreano EuBiologics, per accelerare la produzione e ricostituire le scorte globali di sieri anticolera.


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