Ha gridato “Allah akbar” in un college, non sarà punito

Ha gridato “Allah akbar” in un college, non sarà punito
Ha gridato “Allah akbar” in un college, non sarà punito
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Non sarà processato l’uomo che ha fatto irruzione nel collegio Corneilles a Cortaillod (NE) e che l’8 dicembre ha gridato “Allahu akbar”. Il pubblico ministero incaricato del caso ha ritenuto che la schizofrenia di cui soffre l’individuo e i segni di scompenso osservati in lui dai medici e dagli agenti di polizia a posteriori “permettono di concludere, con alta probabilità, che egli era del tutto irresponsabile, conducendo all’esenzione da qualsiasi sanzione. Considerando l’eco nazionale del caso, la Procura ha deciso di rendere pubbliche le conseguenze giuridiche, ha informato martedì il pubblico ministero.

Nel pomeriggio dell’8 dicembre, verso le 14,45, questo algerino, entrato nel Centro federale di accoglienza di Boudry, si è recato nel cortile sud dell’istituto dove si trovavano circa 300 studenti. Il personale scolastico gli ha chiesto di lasciare l’edificio, altrimenti sarebbe stata allertata la polizia. Fu allora che l’individuo gridò più volte: “Dio è più grande”, in arabo.

Dalle indagini è emerso che quest’uomo, di circa vent’anni, aveva trascorso la notte tra il 6 e il 7 dicembre 2023 presso il Centro di emergenza psichiatrica, dove i medici avevano diagnosticato la schizofrenia e prescritto farmaci. Poco dopo essere stato arrestato, l’individuo, che aveva fatto commenti incoerenti, è stato ricoverato in ospedale fino al 15 dicembre. È stato poi trasferito nel centro di detenzione amministrativa di Frambois (GE) in vista della sua espulsione verso la Germania, Paese nel quale aveva presentato la sua prima domanda di asilo.

In questo caso, il rappresentante della Procura di Neuchâtel rileva che “dal punto di vista giuridico si può ammettere che le parole pronunciate costituivano una minaccia capace di allarmare la popolazione, certamente più per il contesto internazionale legato al terrorismo che per che non erano accompagnati da nessun’altra minaccia gestuale o fisica”. Ma in tal caso, «l’autore del reato non è punibile se, al momento del suo agire, non aveva la capacità di valutare l’illegittimità del suo atto o di determinarsi secondo tale apprezzamento». Il magistrato ha inoltre decretato che “un’eventuale misura terapeutica avrebbe poco senso vista la sua partenza per la Germania”. Caso chiuso, quindi.

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