Questo agglomerato della Val-d’Oise vuole rendere più verde il suo centro città

Questo agglomerato della Val-d’Oise vuole rendere più verde il suo centro città
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Di Girolamo Cavaretta
pubblicato su

6, 24 maggio alle 18:46

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Disegnami un Grande Centro. Dieci anni dopo una prima fase di riqualificazione, l’agglomerato di Cergy-Pontoise (Val-d’Oise) ha sollevato il velo sul volto della prefettura di domani. Con il filo conduttore di questo nuovo capitolo da scrivere per il cuore di Cergy-Pontoise, un’unica parola d’ordine: adattarsi alle nuove sfide ambientali e al riscaldamento globale.

“In dieci anni questi temi hanno assunto una grande importanza, devono orientare le nostre scelte”, indica Jean-Paul Jeandon, presidente dell’agglomerazione Ps.

Auspicabile

Rinverdire un quartiere dal DNA troppo minerale simboleggiato da un’urbanistica a lastre ereditata dagli anni ’70: questo l’obiettivo che si sono assegnati gli eletti dell’agglomerato nel tentativo di rendere desiderabile un quartiere prefettizio dal fascino d’altri tempi. In questo scenario, si prevede che 1.000 alberi, rispetto ai 350 finora, copriranno il quartiere entro il 2032. Mentre le aree vegetate aumenteranno da 24.000 a 31.000 m2.

“L’idea è quella di abbandonare quanto previsto con un livello basso della soletta riservato alle auto e un livello alto riservato ai pedoni. Dobbiamo riportare l’utilizzo e il verde al livello basso per avere due livelli di utilizzo, spiega Jean-Paul Jeandon. Stiamo ricostruendo la città nella città restituendovi un po’ di verde. Ricostruire il legno sul cemento è ciò che stiamo cercando di fare oggi. »

In linea con questa ambizione dichiarata: abbassare la temperatura del Grande Centro di 4 gradi entro il 2050.

Bandi per progetti

Per rigenerare un quartiere abbandonato tra cemento e bitume, la città lancerà il 16 maggio due bandi di progetto, sul modello prevalente per la ristrutturazione dell’ex pista di pattinaggio. Dovranno rimodellare due aree identificate come strategiche.

A nord, il settore Cergy III, che ospitava la Fnac, intorno alla Scuola Nazionale delle Arti, l’edificio Le Modem e il parcheggio Carreau. A sud, l’area circoscritta al Théâtre 95 e all’ex cinema Ugc. “L’idea è quella di creare emulazione tra i team di architetti che si sfideranno”, precisa Jean-Paul Jeandon.

I vincitori saranno scelti tra un anno, nel maggio 2025. La prima zolla cadrà nel 2026. Due anni dopo, nel 2028, il Grand Centre svelerà i nuovi simboli del suo imperativo greening.

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