Essonne: sanzionato un autista per aver acquistato cioccolatini in Belgio con il suo veicolo aziendale

Essonne: sanzionato un autista per aver acquistato cioccolatini in Belgio con il suo veicolo aziendale
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Di Editoriale Essonne
pubblicato su

6 24 maggio alle 6:26

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La Corte d’appello amministrativa di Versailles si è pronunciata a favore della direzione della struttura sanitaria pubblica Barthélémy Durand d’Étampes (EPS), stabilendo che questa non aveva commesso alcuna “colpa” dopo aver sanzionato un conducente che volevano servirsi da soli per fare benzina e pezzi di ricambio nel garage dell’ospedale psichiatrico.

L’autista aveva “insultato il suo superiore”

Questo dipendente dell’istituto sanitario pubblico (ESP) Barthélémy Durand dal 2015 era stato infatti oggetto di “procedimento disciplinare” nel 2017. Il 10 settembre 2018 ha finalmente ricevuto una “esclusione temporanea” di “sei mesi”, di cui “cinque sospesi”.

L’ospedale aveva giustificato questa sanzione con il fatto che l’autista aveva “insultato il suo superiore”, e così era stato “tentato di trarre vantaggi indebiti” come carburante o “pezzi di ricambio” appartenenti al garage dell’ospedale pubblico. Inoltre aveva «approfittato di viaggi d’affari con il veicolo di servizio per riportare dal Belgio tabacco, in violazione delle norme fiscali, e cioccolatini».

Ma qualche settimana dopo la pronuncia di questa sanzione, se lo è chiesto quest’uomo assegnato alla squadra degli “autisti polivalenti”. essere risarciti dei danni che riteneva aver subito a causa di tale procedimento disciplinare “ingiustificato”.

Vittima di una “cabala”

Non riuscendo a vincere la sua causa, quello che si diceva vittima di “molestie morali” aveva adito il tribunale amministrativo di Versailles per condannare l’EPS a pagargli più di 53.000 euro. Respinto, ha quindi fatto impugnazione della sentenza : sostiene che le sue condizioni di lavoro sono “drammatiche” poiché “non viene più accolto” da alcuni colleghi, e dice di essere vittima di una “cabala”.

Tuttavia, “queste accuse – peraltro non dimostrate – non consentono di presumere l’esistenza di molestie morali da parte del suo datore di lavoro”, obietta la corte amministrativa d’appello di Versailles in una sentenza datata 6 febbraio 2024 che è stato appena reso pubblico.

Il certificato medico descrittivo la sua “patologia” e destinato alla commissione medica non ha consentito ai giudici di stabilire che l’EPS Barthélémy Durand gli avrebbe “chiesto di giustificare il motivo medico della sua interruzione del lavoro in violazione del segreto medico”.

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Inoltre, se l’autista sostenesse che le “rimostranze” di cui è stato accusato dai suoi superiori lo erano “infondato”l’insulto rivolto al suo leader è stato “esattamente riportato in un certificato dell’ottobre 2016”, sottolineano i magistrati.

Aveva fatto delle “deviazioni” in Belgio

Lo stesso ricorrente aveva anche “ammesso” di aver utilizzato “l’espressione in questione” in un resoconto di intervista del novembre 2018, ricordano i giudici. Durante questa intervista, ha anche ammesso di aver “ occasionalmente riportava tabacco e cioccolatini deviazioni in Belgio.

Infine, “il tentativo di procurarsi carburante e pezzi di ricambio è sufficientemente accertato il resoconto dell’intervista del 24 ottobre 2016 di tre colleghi”, stima la corte amministrativa d’appello di Versailles.

“La circostanza che lo stato di salute [du requérant] sarebbe peggiorato non ci permette di attribuirlo al suo datore di lavoro il desiderio di nuocere“, così come il fatto di aver “scelto” il mese di novembre per applicare tale sanzione quando era proprio il “mese del pagamento della restante parte del premio di servizio”…

Infine, “né i certificati di alcuni agenti dell’EPS” né quelli “prodotti dal ricorrente” consentono di dimostrare “l’infondatezza delle doglianze che hanno dato luogo alla sanzione disciplinare”. L’autista non è quindi giustificato a chiedere la “condanna” del suo datore di lavoro e lo è stato condannato a pagargli 1.500 euro per le sue spese legali.

CB / StampaPepper

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