Il Canada denuncia l’ingerenza cinese

Il Canada denuncia l’ingerenza cinese
Il Canada denuncia l’ingerenza cinese
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Messo in guardia dall’interferenza di Pechino durante la campagna elettorale del 2019, Justin Trudeau ha dichiarato durante un’audizione pubblica che non c’era “niente di allarmante”.
Wyld Adrian/Wyld Adrian/CP/ABACA

DECRITTAZIONE – I servizi cinesi ricorrono al ricatto, alla corruzione di politici, accademici e alla pressione sulla diaspora cinese.

Montreal

“L’ingerenza straniera è diffusa, insidiosa e dannosa per le istituzioni democratiche canadesi”, avverte Marie-Josée Hogue, commissaria dell’inchiesta pubblica sull’interferenza straniera in Canada, il cui rapporto è stato pubblicato alla fine della settimana, dopo otto mesi di indagini e udienze pubbliche. Questo documento di 228 pagine evidenzia l’ingerenza della Repubblica popolare cinese (RPC) nella società canadese. La Cina ha preso di mira funzionari, accademici e funzionari eletti canadesi con varie tecniche: corruzione, ricatto, attacchi informatici e minacce.

La RPC ha interferito nel sistema elettorale canadese durante le elezioni del 2019 per eleggere 11 parlamentari liberali (del partito di Justin Trudeau), politicamente favorevole al Regno di Mezzo, a scapito dei candidati conservatori, la cui posizione politica è meno benevola nei confronti della Cina. Il commissario racconta come Pechino abbia favorito la nomina di Han Dong, candidato proveniente da un collegio elettorale…

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