“Una buona coreografia nasce da un atto sensibile”: il ballerino italiano Leonardo Centi torna ad Aix-en-Provence

“Una buona coreografia nasce da un atto sensibile”: il ballerino italiano Leonardo Centi torna ad Aix-en-Provence
“Una buona coreografia nasce da un atto sensibile”: il ballerino italiano Leonardo Centi torna ad Aix-en-Provence
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Per tutti coloro che lo hanno visto ballare nello spettacolo di Alain Simon dedicato all’adattamento teatrale del romanzo di Georges Perec Un uomo che dorme, è stato uno shock. Da solo sul palco e vestito tutto di nero, Leonardo Centi ha invaso lo spazio con fluidità, talento, inventiva e sincera umiltà. Uomo di cultura, ne è convinto “la forma scolpisce il corpo”. Attualmente studia all’Università Palucca (Hoschule für Tanz di Dresda), dove sta terminando una tesi sul lavoro delle sensazioni nella danza.

Nato a L’Aquila in Italia, ha iniziato a ballare nel 1992, all’età di 19 anni, presso l’Accademia Nazionale di Danza di Roma. Debutta in Italia con la compagnia Danza Prospettiva di Vittorio Biagi, poi allo Junior Ballet di Ginevra, diretto da Beatriz Consuelo, e al Milner Ballet, con il direttore artistico Paolo Corciulo. Tutto poi si riunisce. Nel 1997 viene assunto in Portogallo, dove lavora con coreografi famosi: Jiri Kilian, William Forsythe, Ohad Naharin e, soprattutto, Angelin Preljocaj.

Diverse avventure ad Aix

Ha continuato la sua formazione come ballerino ovunque, in particolare a New York, e nel 2011 si è unito al Balletto Preljocaj di Aix-en-Provence, dove ha potuto utilizzare il suo apprendimento della tecnica Cunningham in una visione strutturale del corpo. Sviluppa anche poliritmi, tra musica e danza. Contemporaneamente, prende lezioni al Théâtre des Ateliers, diretto da Alain Simon (attore, regista, autore e insegnante), e lezioni di canto all’Atelier lyrique Maria Malibran, con Carlos Belbey.

Nel 2006, un congedo di formazione individuale gli ha permesso di dedicarsi allo sviluppo della tecnica vocale e della musica, che lo ha portato al conservatorio Darius-Milhaud, sempre ad Aix. Nel 2007, l’incontro con Andréine Bel gli fornisce gli strumenti per ricercare una danza secondo il principio dell’ “il momento decisivo” (nozione presa in prestito da Antonin Artaud, Henri Cartier-Bresson e Georges Braque), dove andiamo oltre schemi gestuali e coreografici prestabiliti, per scoprire cosa si nasconde dentro di noi e lasciare che la forma appaia. Da questa ricerca nascono le creazioni coreografiche presentate al Centro Coreografico Nazionale di Aix-en-Provence. Verrà anche prodotto un video di danza, L130. Nello stesso anno consegue il diploma statale di insegnante di danza presso il Centro Nazionale della Danza di Parigi.

Nel febbraio 2009 ha debuttato come attore nella creazione teatrale Tutti sono una delusione totale di Jean Giorno, al Théâtre des Ateliers e, successivamente, in Il letto di Alain Simon. Leonardo Centi difende l’idea di allontanarsi dagli allestimenti decorativi. L’improvvisazione, l’arte di sublimare attraverso il corpo la musicalità del gesto, l’emozione, questo artista difende l’idea che una buona coreografia sia anche l’arte di mettere in risalto i tratti umani di chi si precipita in scena. “Una buona coreografia nasce da un atto sensibile”, insiste. Lo stesso Leonardo firmò coreografie ispirate alla sua esposizione alle opere di grandi pittori. Lavora con fiducia e condivisione. Capiamo quindi perché tornerà in autunno ad esporre al Théâtre des Ateliers del suo caro Alain Simon.

#French

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