Fatti vari – Giustizia – Avignone: condannato a 32 mesi di carcere per accoltellamento

Fatti vari – Giustizia – Avignone: condannato a 32 mesi di carcere per accoltellamento
Fatti vari – Giustizia – Avignone: condannato a 32 mesi di carcere per accoltellamento
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Due versioni contraddittorie nel caso di violenza legata all’alcol, trattato ieri nella camera penale del tribunale di Avignone.

Da un lato, l’imputato, Khalid Jamal Ahmad, che preferì fuggire dal suo Paese natale, la Somalia, preda delle milizie, nel 2014. Questa sera del 2 marzo, è stato notato dalla polizia vagare a piedi nudi per Courtine, ubriaco di whisky e vestiti insanguinati. Al banco dei testimoni, il 24enne ha negato categoricamente le accuse contro di lui.

Il diverbio è scoppiato quando il suo desiderio di poter dormire a casa di un suo amico, in questa camera d’albergo messa a disposizione dalla Entraide Pierre Valdo (che offre alloggio a persone in condizioni molto precarie), non è stato esaudito. Piovono colpi di coltello estratto dalla tasca. Quattro precisamente, da Khalid Jamal Ahmad, provocando profonde ferite agli avambracci e alla scapola del suo compagno. Una persona con la quale ha avuto un rapporto di amicizia per quattro anni. “Era per difendermi, mi ha minacciato con una bottiglia”ha dichiarato in una versione riveduta dei fatti.

“Dice il falso, ribatté la vittima, con le cicatrici ancora ben visibili. Si è arrabbiato perché mi sono rifiutato di lasciarlo stare a casa mia. Ma non ho il diritto di ospitarlo, altrimenti vengo espulso dall’associazione. Non ho capito cosa sia successo. Non c’è mai stata alcuna storia tra noi”..

“Hai fallito in quello per cui sei venuto in Francia”

Dopo questa esplosione di rabbia incontrollata, Khalid Jamal Ahmad ha lasciato la sua vittima in una pozza di sangue e ha abbandonato la scena. È il suo permesso di soggiorno abbandonato in questa stanza che permetterà alla polizia di stabilire il collegamento tra i due complici.

L’avvocato dell’imputato, Yasmine Faryssi, ha insistito ieri sulla questione “viaggio caotico” del suo cliente, a suo dire non sufficientemente evidenziato dai magistrati. “Suo padre è stato ucciso da un miliziano”.

Secondo la Procura la colpevolezza del migrante è fuori dubbio. “Non esiste alcun contesto di legittima difesa”, ha sottolineato Pierre Cramier, prima di ritornare sulla situazione amministrativa di questo somalo, posto sotto “protezione sussidiaria” dal 2020.

Lo Stato francese ritiene quindi che la situazione nel suo Paese natale non gli garantisca sicurezza, sapendo che in precedenza era stato rapito da una milizia. “Hai fallito in quello per cui sei venuto in Francia. Sei pericoloso”.ha sottolineato il pubblico ministero prima di chiedere 30 mesi di reclusione e cinque anni di inammissibilità.

Il tribunale ha infine condannato Khalid Jamal Ahmad a 32 mesi di carcere, per violenza aggravata da due circostanze seguite da inabilità per più di otto giorni e porto di armi bianche o invalidanti di categoria D senza motivo legittimo.

#French

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