Avignone: la rete regionale Food In ha la sua sede

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“Supportiamo tutto l’anno le aziende agroalimentari nel loro impegno di risparmio energetico e ambientale. Dovevamo avere una nuova sede coerente con le nostre azioni con i nostri connazionali”spiega Cyril Bertrand, direttore del Critt IAA.

L’edificio già beneficia di Livello Oro BDM (Edifici Sostenibili del Mediterraneo) per la sua progettazione; punta a questa stessa certificazione per la gestione del proprio sito, poi per il suo utilizzo, tre anni dopo la sua consegna è prevista per la fine del 2024. Denominato “Food In”, dal nome della rete regionale che riunisce strutture di sostegno alle imprese agroalimentari (Aria Sud), di trasferimento tecnologico (Critt IAA Paca) e di formazione (Ifria), il luogo diventerà un “costruzione di totem” del settore.

L’edificio dovrà essere consegnato alla fine del 2024 nel sito dell’Agroparc. (EB)

Confinanti con l’edificio sono l’Agroparc, il Claranor e l’edificio di ricerca e sviluppo della Durance, attualmente in costruzione, uno specialista di cosmetici e un altro attore del settore “naturalezza”.

La sede di Food In offrirà spazi di servizio alle imprese nei suoi 1.100 mq disposti su tre livelli: un fab’lab di 33 mq consentirà di formare gli addetti del settore agroalimentare nei processi e nell’organizzazione industriale. Un logistic’lab di 61 mq offrirà l’opportunità di perfezionare le vostre competenze logistico-spedizioni. Uno store’lab di 47 mq metterà alla prova spazi di vendita sperimentali temporanei. Un laboratorio virtuale di 22 m2 ospiterà apparecchiature di realtà aumentata digitale per la formazione. Infine, un open’lab di 19 m2 fornirà uno spazio favorevole ai workshop collaborativi sull’emergenza durante gli approcci creativi.

L’edificio riserva 300 m2 per inserire i tirocinanti in un ambiente professionale. Food In affida il design degli interni allo studio di interior design Studioloco di Avignone.

Impatto ambientale affidabile

La rete Food In ha affidato a Citadis (AMO) e A+ Architecture specifiche ambiziose. L’intero edificio bioclimatico hauna struttura in cemento a basso contenuto di carbonio realizzata da Sud Bâtiment. “Questa soluzione ci garantisce una riduzione di 56 tonnellate di CO2, ovvero il 40% in meno rispetto ad una soluzione tradizionale”sottolinea Miguel La Parra Knapman, architetto dell’edificio con Aloysia Forestier.

L’edificio già beneficia di Livello Oro BDM per il suo design; a questa stessa certificazione punta per la gestione del proprio sito, quindi per la sua fruizione. (EB)

L’edificio adotta sulle facciate est, sud e ovest, una cornice di legno affidato a Scop Triangle. Le piastre Defentex BD 13 di Etex, appositamente progettate per il rinforzo delle costruzioni a telaio in legno, beneficiano di un rivestimento esterno in legno. La fibra di legno Flex Contact Isonat garantisce l’intero isolamento dell’edificio. Travi in ​​legno a vista sostengono una copertura in rivestimento metallico, ricoperta da pannelli fotovoltaici con obiettivo il livello E4C2 e una produzione di 27 kWh di picco. Pannelli acustici separano le travi a vista, senza macchia o vernice, che avranno ricevuto solo un trattamento antifungino. Il pavimento flessibile realizzato con materiali di origine biologica (Marmoleum) aiuta a combattere il rumore.

Confort interno

Tutti i materiali di origine biologica garantiscono la forte inerzia termica di questo progetto bioclimatico. La società di integrazione Le Village, a Cavaillon, fornisce gli elementi in terra cruda per tutte le pareti divisorie. L’edificio adotta infissi in legno tranne nella zona nord, dove le finestre in PVC dovranno resistere agli assalti del maestrale. Gli oscuranti in metallo avvitati alla struttura in legno proteggono le finestre dal sole estivo.

L’edificio utilizza la freschezza dell’acqua della tovaglia in estate e una pompa di calore recupera le calorie in inverno. Le aperture nel tetto permetteranno all’aria di fuoriuscire durante le ore più calde dell’estate.

Promuovere il ritorno della biodiversità

I nidi contribuiscono al ritorno delle colonie di rondoni, uccelli migratori nella regione. Il sito ospiterà gli alveari. Il progetto prevede cibo sufficiente per evitare la competizione tra api domestiche e selvatiche. Le aree circostanti ospiteranno una vasta gamma di piante ornamentali. Food In collabora qui con la Société Botanique du Vaucluse.

«Questo edificio totem ammonta a 3,2 milioni di euro escluse le tasse (di cui 2,3 milioni di euro per la costruzione) sostenuto per 1,3 milioni di euro dalla Regione e dalla Comunità urbana senza i quali non avremmo potuto realizzare le sue ambizioni ambientali »sottolinea Cyril Bertrand.

L’edificio ospiterà una trentina di dipendenti della rete Food In e sei della rete Apecita, associazione per il lavoro specializzata nelle professioni agricole e agroalimentari. I loro mobili riutilizzati proverranno da centri di riciclaggio per completare l’approccio ambientale.

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