La Ferrari avrà un tocco di azzurro a Miami

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Le monoposto del team Ferrari si tingeranno di blu a Miami per accogliere l’arrivo di un nuovo sponsor. Questo blu ricorda la livrea del 1964, ma all’epoca fu un gesto di protesta da parte del fondatore, Enzo Ferrari.

Ci chiedevamo se la Ferrari avrebbe ridipinto le sue auto completamente di blu per il fine settimana. La squadra italiana non è andata così lontano, ma le azzurre gareggeranno con le rosse nel box. Le monoposto SF24 saranno caratterizzate da due tonalità di blu.

Ufficialmente si tratta di onorare il 70° anniversario del marchio di Maranello nel mercato americano.

È stato anche l’arrivo dell’azienda Hewlett-Packard, divenuta title sponsor, a spingere il marchio italiano a coprirsi parzialmente di blu. La Ferrari e il colosso tecnologico americano hanno infatti siglato uno storico accordo di sponsorizzazione pluriennale. La squadra viene ribattezzata Scuderia Ferrari HP.

Il caratteristico emblema blu dell’azienda sarà presente sulla vettura e sulle tute della squadra.

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Charles Leclerc sfoggia i nuovi colori Ferrari a Miami.

Foto: Getty Images/Clive Mason

L’accordo si estenderà anche al F1 Academy Championship (livello F4, riservato alle donne pilota) e ai programmi e-sport della Ferrari.

HP condivide gli stessi valori, il che lo rende un partner ideale.”,”text”:”Il nostro fondatore ci ha trasmesso il suo desiderio di innovare su strada e in pista, così come il nostro impegno per un futuro sostenibile e a zero emissioni di carbonio. all’educazione delle giovani generazioni, spiega Benedetto Vigna, amministratore delegato della Ferrari. Abbiamo scoperto che enHP ha gli stessi valori, rendendolo un partner ideale.”}}”>Il nostro fondatore ci ha trasmesso la sua voglia di innovare su strada e in pista, così come il nostro impegno per un futuro sostenibile, dalla neutralità carbonica all’educazione delle generazioni più giovani, spiega Benedetto Vigna, CEO di Ferrari. Abbiamo ritrovato in HP gli stessi valori, che ne fanno un partner ideale.

Il blu richiama anche le monoposto italiane della stagione 1964 Nelle ultime due gare, negli Stati Uniti e in Messico, la Ferrari aveva ridipinto di blu e bianco le sue 158 monoposto. Non per salutare l’arrivo di uno sponsor, ma in un gesto di protesta.

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John Surtees alla guida della Ferrari 158 al termine della stagione 1964

Foto: ferrari.com

A Enzo Ferrari venne infatti rifiutata l’iscrizione delle sue vetture nella categoria GT (i modelli 250 LM) perché il regolamento prevedeva che i marchi, per partecipare al campionato endurance, costruissero 100 modelli pronti per la vendita al pubblico.

Tuttavia, la Ferrari non era riuscita a costruire 100 modelli e, durante le ispezioni della federazione italiana presso lo stabilimento di Maranello, i dipendenti avevano usato l’immaginazione per distrarre gli ispettori incaricati del conteggio dei modelli. La fuga del caffè dagli hangar ha permesso di spostare le auto in modo che gli ispettori potessero contarle in doppio…

Vedendo che la federazione italiana non gli facilitava il compito, Enzo Ferrari incaricò infine l’importatore americano della Ferrari di registrare le sue vetture sotto il marchio NART (Squadra corse nordamericana).

John Surtees era arrivato 2o a Watkins Glen e in Messico e aveva vinto il titolo piloti. Ha permesso alla Ferrari di vincere il titolo costruttori.

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