Morte di Matisse: la Corte d’appello di Bourges denuncia minacce contro un magistrato di Châteauroux

Morte di Matisse: la Corte d’appello di Bourges denuncia minacce contro un magistrato di Châteauroux
Morte di Matisse: la Corte d’appello di Bourges denuncia minacce contro un magistrato di Châteauroux
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Un ex magistrato di Châteauroux è oggetto di minacce dopo essere stato “ingiustamente” accusato di aver rilasciato, in precedenti casi, il presunto autore dell’accoltellamento che ha ucciso Matisse, il 27 aprile 2024 Il primo presidente e il procuratore generale del tribunale di Bourges d’Appello denunciano queste false accuse e chiedono “ragione”.

“È terrificante. Sono preoccupato per quanto sia violento il mondo.” Questo giovedì 2 maggio 2024, il giorno dopo la pubblicazione di un comunicato stampa del primo presidente della corte d’appello e del procuratore generale di detta corte, Éric Maillaud non nasconde il suo sgomento. Il procuratore generale è autore, insieme ad Alain Vanzo, primo presidente, di un comunicato stampa della corte d’appello di Bourges, a sostegno di un ex magistrato di Châteauroux (Indre).

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Il nome di questo magistrato viene “ingiustamente” associato al caso della morte del giovane Matisse, ucciso con diverse coltellate a Châteauroux il 27 aprile.

Un ex magistrato, se n’è andato nell’agosto del 2023

Il magistrato, che ha ricoperto l’incarico di giudice minorile fino al 31 agosto 2023 a Châteauroux, prima di diventare vicepresidente del tribunale minorile di Tolosa, è accusato di aver rilasciato, a più riprese, l’adolescente di 15 anni sospettato di essere il colpevole. autore degli accoltellamenti mortali.

Il giovane è stato accusato di omicidio da un giudice istruttore di Bourges e posto in custodia cautelare da lunedì 29 aprile. All’epoca dei fatti, era stato incriminato, dal 22 aprile, da un giudice istruttore di Châteauroux per furto violento durante una riunione e posto sotto controllo giudiziario, nell’ambito di questa procedura.

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Ma il magistrato preso di mira dalle false accuse, e di cui sono stati condivisi nome e foto sui social network, “non è mai intervenuto, a nessun titolo, nel procedimento civile o penale riguardante il giovane”, difendono Éric Maillaud e Alain Vanzo.

Essi sono indignati per il fatto di “criticare violentemente l’azione legittima dei magistrati che, nel rigoroso rispetto dei testi e degli impegni internazionali della Francia, non considerano l’incarcerazione di un giovane minorenne autore di crimini – qualunque ne sia l’origine – ma solo con la legittima prudenza che tutti hanno il diritto di aspettarsi”. Éric Maillaud aggiunge:

“Puoi essere completamente in disaccordo con qualcuno ed essere comunque cortese e non chiamare per scoprire il suo indirizzo o i nomi dei suoi figli.”

Eric Maillaud
(procuratore generale presso la Corte d’appello di Bourges)

Impegno sindacale

Secondo Éric Maillaud, l’impegno sindacale dell’ex magistrato di Castelroussine, che era delegato del Sindacato dei Magistrati, potrebbe essere all’origine di questa scorciatoia con il caso Matisse: “Lei si è pronunciata sulla giustizia dei minori. Abbiamo trovato tracce di nel 2018. Ma è terrificante attaccare un magistrato per nome”.

Il procuratore generale ha assicurato al collega il suo sostegno. “È protetta dalla sua famiglia. Vive le cose come può.”

Marion Berard

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