Montpellier. Cultura: Édouard Manet visita il museo Fabre

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Di Valentina Volle
pubblicato su

1 maggio 24 alle 19:31

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Se stai cercando un’opportunità per andare a Museo FabreEccola ! 150 anni dalla prima mostra impressionistail Museo Fabre, Montpellierospita due opere di Édouard Manet, pittore impressionista, in prestito dal museo d’Orsay, che possiede la più grande collezione al mondo di opere di questo movimento.


Questi notevoli prestiti da Museo d’Orsay sono un’occasione per discutere la stirpe di Gustave Courbet fino a Frédéric Bazilledue grandi artisti di Collezioni di Montpelliercon enfasi sulla figura centrale diEdouard Manet.

“Il Piffero” e il ritratto di Émile Zola alla Salle Canonge

Due ritratti di due grandi letterati si confrontano, nonché di due opere prodotte nello stesso anno con lo stesso tema popolare e un approccio diretto e frontale alla realtà. Questo è’Edouard Manet chi incontra Frederic Bazille E Gustavo Courbet nelle sale del museo Fabre, ritratto di Emile Zola che coesisterà fino a fine giugno con quello di Baudelaire proprio come quello del semplice e anonimo ragazzo spagnolo con il Piccolo cantante di strada italiano.

L’allestimento della sala del museo mette in risalto la connessioni tra questi tre pittoricosì come figure letterarie, recensioni E politiche che seppe difenderli durante tutta la loro carriera.

Il piffero, di Édouard Manet (©Valentina Volle/ Metropolitan)

Molto criticato quando venne pubblicato, il dipinto” Il piffero » di Manet riceve commenti poco lusinghieri dicendo che lo è anche lui piano, rudimentale, e sembra una carta da gioco. Sarà Emilio Zolaautore e amico, che lo difenderà, e il che implica che, per ringraziarlo, Manet gli faccia un ritratto e gli faccia un regalo.

Legati dall’amicizia, Zola e Manet si incontreranno Baudelaire E Bazille a Parigi, dove quest’ultimo vedrà la sua pratica molto influenzata Edouard Manet. Fu infatti lo stesso anno in cui Manet dipinse Il piffero pittore impressionista nativo MontpellierFrédéric Bazille, dipingerà “ Piccolo cantante di strada italiano “. Lo saprà anche lui Gustavo Courbetgrazie alla collezione Montpellier Alfred Bruyas E grande mecenate del museo Fabre.

Émile Zola, di Édouard Manet (©Valentina Volle/ Metropolitan)

Per quanto riguarda il ritratto diEmilio Zola, ha come protagonista lo scrittore francese. Si dice che sia a regalo da Manet per ringraziarlo. Che cosa? Zola difese l’artista in più occasioni contro attacchi durante l’esposizione delle sue opere al Salon du refus. Lo scrittore ne sarebbe molto interessato artisti all’epoca meno apprezzati dalla critica ufficiale.

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La natura della loro relazione era quella Manet si sentiva vicino a Zola perché erano simili ed erano rispettivamente nei loro ambienti, pittura e scrittura, scandalosi e criticati.

Il dipinto stesso dimostra il talento di Manet ricostruire fedelmenteutilizzando elementi diversi, la personalità di Émile Zola. Lo vediamo leggere un libro, e la cosa sorprendente è che lo scrittore, dipinto con colori scuri, non ci guarda, l’obiettivo è che Manet dia di più naturale al ritratto.

150 anni di impressionismo

“Una mattina, uno di noi, mancando il nero, usò il blu: nacque l’impressionismo. »

Auguste Renoir, pittore impressionista

L’impressionismo è sia a movimento e un estetico. E’ il pittore Claude Monet che con la sua opera “ha dato vita” all’impressionismo Stampa, sole nascente dove troviamo questa estetica veloce E offuscato che diventa caratteristico dell’impressionismo. Poi emergono artisti legati a questo movimento, Renoir, Manet, Bazille, Cezannee molto altro ancora che svilupperanno il gusto di dipingere soggetti più realistici, spesso all’aria aperta e che raffigurano momenti di vita quotidiana.

Per quanto riguarda l’ospite speciale del museo Fabre, Edouard Manetè uno dei pittori più famosi del 19esimo secoloriconosciuto in tutto il mondo per la sua talento per la pittura, ma non solo. Egli è infatti legato e coinvolto in numerose scandali e controversie durante la sua vita. Le sue opere, all’inizio, saranno scioccanti e sembreranno insultare il buon gusto e la moralità dell’epoca. Tuttavia, come vedono alcuni, tra cui Émile Zola, Manet trasuda libertà, semplicità e autenticità.

I fondi “François Daulte”.

Il Museo Fabre, da allora 2017ospita un insieme di documenti denominato “ Fondo François Daulte», dal nome di uno storico dell’arte. Questo fondo comprende primo catalogo ragionato di Frédéric Bazille così come a raccolta di lettere del pittore e dei suoi amici artisti, tra cui Monet E Renoir. Per valorizzare questo fondo e sostenere la ricerca sulla falsariga di quella di François Daulte, a contributo annuo di 10.000 euro è stata creata. Ha lo scopo di incoraggiare gli studiagli inizi diimpressionismo in particolare.

Quest’anno, Agostino di Butler è il vincitore di questa borsa di studio. Specialista in storia dell’arte, è anche autore di diversi libri sull’impressionismo, come “Luci sugli impressionisti” e “Le Rire de Renoir”. Questo riconoscimento gli permetterà di continuare il suo lavoro ricerca sulla corrispondenza di Renoir in vista della pubblicazione di una nuova opera prevista per accompagnare una mostra al museo d’Orsay a 2026.

Appuntamento fino al 23 giugno 2024 A Museo Fabre per scoprire i due ritratti di uno dei pittori emblematici dell’impressionismo.

> Museo Fabre, 39 boulevard Bonne Nouvelle, Montpellier. L’ingresso al percorso permanente è gratuito la prima domenica del mese: il 5 maggio e il 2 giugno / Tel 04 67 14 83 00. Aperto dal martedì alla domenica dalle 10:00 alle 17:00. Tutte le informazioni qui https://www.museefabre.fr

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