Perché il Vallese vuole rivedere la correzione del Rodano

-

Perché il Vallese vuole rivedere la correzione del Rodano?

Pubblicato oggi alle 7:01

La rottura della diga che raffredda i rapporti Valdo-Vallesi è dovuta ad un’infiltrazione di acqua inquinata. Lunedi, ha rivelato l’RTS infatti il ​​governo vodese era molto arrabbiato per l’atteggiamento del Vecchio Paese nel contesto della terza correzione del Rodano, che ha commissionato uno studio mettendo in discussione il progetto. Ma da dove nasce il problema? Lanciato più di vent’anni fa, il terzo progetto di correzione del Rodano ha cominciato a fare i conti con l’acqua nel 2021.

Il decennio del 2010 segnerà tuttavia l’avanzamento di questo colossale dossier, stimato a quasi 4 miliardi di franchi. Perché se la vicenda si era spesso trasformata in una battaglia campale con l’UDC e il mondo agricolo come accaniti oppositori, la popolazione vallesana ha dato un segnale positivo accettando nel 2014 una parte del finanziamento della correzione.

Sostanza cancerogena nel fiume

Ma il Vallese rimarrà deluso, soprattutto a causa dei casi di inquinamento, rivelati dalle denunce dell’ex capo del Servizio ambientale vallesano, Joël Rossier. A Visp la correzione ha infatti influenzato il livello della falda freatica e nel fiume è stata ritrovata benzidina, una sostanza cancerogena, il che fa temere altri scandali del genere. Poi Jacques Melly, l’ex consigliere di Stato incaricato di questo dossier, è stato detronizzato dal parlamento anche nel suo stesso campo, il Centro.

Nel 2021, il Gran Consiglio vallesano lo ha sfidato sul suo desiderio di creare un servizio dedicato alla correzione del Rodano, cristallizzando così tutte le critiche. Si stima che “il progetto sia morto”, si parla del “fiasco del secolo” dovuto, in particolare, alla scarsa considerazione dei siti inquinati. La doccia è gelata ma il consigliere di Stato mantiene la sua decisione. Allo stesso tempo è stata pubblicata una nuova analisi cantonale dei rischi: in dieci anni i potenziali effetti negativi di una piena del Rodano sono passati dal secondo al tredicesimo posto, ben dietro ai terremoti e alle frane.

Nessuna decisione presa

Nel marzo 2021, Franz Ruppen (UDC) sostituisce Jacques Melly. La sua prima decisione non si è fatta attendere: ha riunito tutti i pericoli naturali sotto lo stesso servizio e, senza mettere in discussione la correzione del fiume, non ha nascosto che alcuni aspetti vanno ridiscussi. È qui che entra in gioco l’analisi oggetto della disputa tra Vaud e Vallese alla fine del 2022. All’epoca si trattava di fare un “inventario del progetto” e di considerare eventuali modifiche.

Il rapporto dovrebbe essere pubblicato presto. Ma, segno dell’imbroglio che regna nel Vallese, il Gran Consiglio continua a concedere crediti per la correzione come originariamente immaginato. L’ultima volta è stata nel maggio 2023, sono stati stanziati 39 milioni per il settore Vernayaz. Quanto all’analisi, non è stata ancora oggetto di alcuna decisione, né da parte del Consiglio di Stato vallesano né da parte del suo parlamento.

Julien Wicky è giornalista nella sezione Svizzera dal 2018. È specializzato in inchieste, in particolare sul Vallese. Si interessa inoltre ai temi del territorio, della montagna, dell’energia e del clima. In precedenza ha lavorato nella redazione di “Nouvelliste”.Più informazioni @JulienWicky

Hai trovato un errore? Segnalacelo.

0 commenti

-

PREV Gard. Una statua presa di mira da colpi di arma da fuoco: “Non è un caso!” »
NEXT Con l’avvicinarsi dei Giochi, i bambini portano la fiamma