Il caso Treblinka. 1966, di Samuel Moyn: essere ebrei a Treblinka

Il caso Treblinka. 1966, di Samuel Moyn: essere ebrei a Treblinka
Il caso Treblinka. 1966, di Samuel Moyn: essere ebrei a Treblinka
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CRITICA – Nel 1966, la pubblicazione di Treblinka. La rivolta di un campo di sterminio, di Jean François Steiner, ha cambiato la nostra visione della “soluzione finale”. Un accademico americano racconta le polemiche suscitate, all’epoca, da questo libro dimenticato.

Chi ricorda Treblinka. La rivolta di un campo di sterminio, di un certo Jean-François Steiner, apparso a Parigi nel marzo 1966? E ancora! Perché ci sarà un prima e un dopo la pubblicazione di questo libro, di Fayard, che vendette, in poche settimane, diverse decine di migliaia di copie e fu letto sulle spiagge dell’estate del 1966.

Il suo autore, Jean François Steiner, ha 28 anni e, in pochi giorni, passa dall’oscurità alla luce. Figlio di un deportato ucciso ad Auschwitz, racconta in questo romanzo-documentario la rivolta di alcune centinaia di deportati condannati a morte imminente, che, il 2 agosto 1943, riuscirono a fuggire dal campo di sterminio di Treblinka, dove, tra il 1942 e il 1944, morirono circa 800.000 ebrei.

In L’affare Treblinka, 1966. Una polemica sulla Shoah, Samuel Moyn, professore di diritto e storia all’Università di Yale, ci racconta i dibattiti generati da questa storia con la prefazione di Simone de Beauvoir, che provocò uno shock emotivo e divise la comunità…

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