Sara Mesa: segreti e bugie

Sara Mesa: segreti e bugie
Sara Mesa: segreti e bugie
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A scuola impariamo tutto. L’insegnante spiega alla sua classe la bellezza della coesione sociale. Siamo più intelligenti in gruppo che da soli; L’unione fa la forza; siamo più potenti uniti che da soli. La prova arriva presto. L’insegnante prende tra le mani un semplice ramoscello e mostra quanto sia facile romperlo. Possiamo spargere mille ramoscelli senza difficoltà se li consideriamo uno per uno.

All’improvviso, la sua voce si alza. La conclusione morale si avvicina. Se metti insieme tutti i rametti (li lega saldamente con uno spago) non puoi più romperli. Una bambina capisce subito che è anche una definizione di famiglia. Tutto è perfetto. Ma l’insegnante si irrigidisce alla vista di una mano alzata. Lo studente è noto. Il piccolo Aquilino, detto Aqui, ha una domanda da porre: “I rametti che si incastrano in mezzo allo stivale, non soffocano?”

Passato, presente e futuro si intrecciano. Ne “La Famiglia”, della scrittrice spagnola Sara Mesa, ci sono quattro figli: Damian, Rosa, Martina, Aquilino. I genitori, Damiano e Laura, hanno un progetto educativo. La road map è stata redatta dal padre, avvocato. Dobbiamo seguire gli insegnamenti di Gandhi. Rigore morale e austerità di vita. Ordine e disciplina.

Come essere all’altezza del compito? Ognuno fa quello che può. Martina, adottata all’età di 11 anni, non deve più chiudere con un lucchetto il suo diario perché, in famiglia, non abbiamo segreti l’uno per l’altro; il maggiore, Damian, un ragazzo timido e sovrappeso, aiuta a raccogliere fondi per l’ente di beneficenza di suo padre; Rosa, diventata insegnante, si sente in colpa per non aver dato un segno di vita a un’amica e soffre di cleptomania; l’Aquilino più giovane, il più intelligente, riesce a farsi chiamare “Aqui” e ne traccia la strada.

Sara Mesa è una scrittrice del passo laterale

Ritratti di un lucido zio materno, di un incontro tra due sconosciuti in un aeroporto, di una donna che accetta di dare soldi per la ricerca, di un cagnolino sottratto all’umanità. Una figlia guarda la madre gravemente malata e abbandona ogni desiderio di dirle la verità. Sceglie una moralità governata da ciò che è importante e ciò che è insignificante. “Entrambi non avevano più tempo per l’insignificante.”

Il resto dopo questo annuncio

Sara Mesa è una scrittrice evasiva. Racconta di violenza latente e identità mutevoli. I suoi romanzi sono costruiti attorno a pezzi mancanti come lacrime ingoiate. Il finale di “The Family” è magnifico. La letteratura è lì anche per dire e ripetere quello che tutti sanno e dimenticano in ogni momento: non conosciamo mai nessuno. Segreti e bugie.

Possiamo ignorare i suoi fantasmi?

Da bambino ad adulto, seguiamo le devastazioni di una cosiddetta educazione progressiva. Rosa, che mente e ruba, non giudica nessuno. “Le persone che conducono una doppia vita, coloro che soffrono sotto la superficie visibile, coloro che sono perseguitati perché hanno commesso atti disonorevoli, coloro che alzano le braccia per proteggersi e nascondere il volto, beneficiano in anticipo della sua compassione”. Queste persone sono loro.

L’autrice di “Un amour” (Grasset, 2022), nata nel 1976, ritrova molte delle sue domande in “La Famille”. Possiamo cambiare la nostra vita? Riesci a rimanere ai margini del gruppo senza che questo, prima o poi, si metta contro di te? Possiamo ignorare i suoi fantasmi? I bambini cercano altrove qui. Il tono è tenero. La comicità e l’originalità inghiottono il dolore, come un boa constrictor che non ne ha mai abbastanza. In questa famiglia asfissiante resta una sola verità: si scoprono friabili ramoscelli.

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