“E come vivrai?” di Genzaburō Yoshino: romanzo didattico, filosofico e didattico

“E come vivrai?” di Genzaburō Yoshino: romanzo didattico, filosofico e didattico
“E come vivrai?” di Genzaburō Yoshino: romanzo didattico, filosofico e didattico
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Genzaburo Yoshino ha iniziato la sua carriera come bibliotecario prima di dedicarsi all’editoria. Il suo impegno politico lo portò all’incarcerazione nel 1931 per aver partecipato all’organizzazione di una manifestazione comunista. Questa esperienza non rallenta in alcun modo la sua determinazione nel promuovere la sua visione di una cultura liberale e umanista.

Nel 1935 fu nominato direttore del Nihon Shosan Bunko, una raccolta di libri educativi destinati ai giovani giapponesi. Consapevole dell’importanza di educare le giovani generazioni in un contesto in cui nazionalismo e militarismo stanno guadagnando terreno, Yoshino decide di prendere in mano la penna. Poi scrive “E tu, come vivrai?” (Kimi-tachi wa dō ikiru ka), un romanzo inizialmente destinato a un pubblico di lettori giovani, che diventerà molto più di un semplice libro per bambini.

Pubblicato nel 1937, all’inizio della guerra sino-giapponese e all’alba della seconda guerra mondiale, e nonostante la censura imposta dal regime in carica, “E tu, come vivrai?” ha avuto un successo clamoroso al momento della sua uscita. Ristampato e rivisto più volte nel corso dei decenni, è diventato un classico della letteratura giapponese, figurando in cima alle liste di letture consigliate per le generazioni più giovani.

In totale contraddizione con la tendenza all’indottrinamento dei giovani. Ci si potrebbe chiedere chi, all’epoca, osò leggere e condividere questo libro con i propri figli, e quali fossero le sue motivazioni.

Buoni sentimenti e belle parole

“E come vivrai?” racconta la vita e i pensieri di un giovane scolaro soprannominato Coper (per scoprire l’origine di questo soprannome, leggi il romanzo). Honda Junichi, il suo vero nome, vive nella periferia di Tokyo. All’alba della seconda guerra mondiale, attraverso le scoperte e le domande che si pone giorno dopo giorno, va, con il supporto dello zio, a cercare di capire ciò che vede e decifrare ciò che pensa. Perché «non basta avere occhi e orecchie funzionanti, bisogna che anche gli occhi del cuore, le orecchie del cuore siano aperti».

Coper è alla ricerca di significato in un mondo che cambia. Suo zio, figura tutelare che incarna saggezza ed esperienza, lo accompagna in questa ricerca attraverso conversazioni profonde, aneddoti stimolanti ed esperienze condivise. Insieme, esplorano temi universali e senza tempo in tanti capitoli.

Non voglio rovinare la trama rivelando che fin dalle prime pagine apprendiamo che, sul letto di morte, il padre di Coper chiese al fratello minore di sua moglie di assicurarsi che suo figlio diventasse “un grande uomo”. Comprendere più umilmente la richiesta: che diventi «un bell’esempio di essere umano». Quindi questo zio attingerà a un sacco di borse di studio apparentemente senza fondo e troverà esempi adatti da considerare per suo nipote, sforzandosi di insegnargli buoni valori e, si spera, una morale universale.

QUESTO È UN MANUALE PER ESSERI UMANI CHE LEGGERAI

Se me lo avessero dato da leggere alle scuole medie o superiori, sarei stato riluttante a girarne le pagine. Probabilmente lo avrei trovato noioso. Il ritmo di lettura è particolare e la struttura del libro è unica. Il suo contenuto è denso e talvolta moralizzante. Ogni capitolo si conclude con una sezione chiamata “Quaderno dello zio”, contenente una lettera dello zio sul suo modo di vedere le cose. Queste interiezioni funzionano molto bene nel metodo socratico di porre e rispondere a domande per stimolare il pensiero critico e far emergere idee e ipotesi sottostanti.
Le lettere occupano almeno un terzo del libro e fanno eco alle scappatelle più classiche ma estremamente dettagliate di Coper. A questo proposito, la descrizione e la rappresentazione della megalopoli giapponese degli anni ’30, mentre Coper racconta allo zio gli eventi vissuti (amicizia nata, insegnanti sfidati, bulli evitati, ecc.), sono uno dei piaceri significativi del libro.

Se un romanzo destinato a un pubblico maturo può semplicemente raccontare un’avventura emozionante, ricca di azione o di emozioni e sentimenti, i libri destinati ai lettori giovani devono avere una vocazione educativa. Devono ovviamente restare accattivanti con una storia interessante per non annoiarli, ma soprattutto devono trasmettere una visione della vita. Penso a “Il Piccolo Principe” di Antoine de Saint-Exupéry.

Pochi classici giovanili sono didattici come “E tu, come vivrai?” di Genzaburo Yoshino. Questo romanzo è simile a un vero e proprio trattato filosofico, affrontando argomenti diversi come l’etica, la scienza, l’economia, la storia militare e l’arte. Questi non sono esattamente ciò che una mente plasmata dal romanticismo della cultura popolare (non importa la sua origine, occidentale o giapponese) si aspetta di trovare eccitante.

Quando favole e allegorie rivestono la morale di fondo, di cavaliere, di principessa, per far passare la pillola: “E tu, come vivrai?” ci riempie di domande sull’etica personale, saggi sul pensiero scientifico con la mela che cade di Isaac Newton, escursioni nelle teorie economiche con argomenti come la differenza tra interessi dei consumatori e dei produttori, domande sulla storia militare con la questione se l’eroismo di Napoleone Bonaparte giustificò il sacrificio dei soldati francesi in Russia, e anche in campo artistico con notizie sulla diffusione dello stile ellenistico nella scultura dell’antico Pakistan.

Divenuta un’opera importante della letteratura popolare giapponese, questa inno all’umanità, fedele alla sua ambizione iniziale, affronta una moltitudine di temi universali e senza tempo. Certamente, alcuni passaggi del romanzo, in particolare quelli che rispondono alla tragica ascesa dell’imperialismo militarizzato in Giappone o relativi all’economia, sono segnati dal loro tempo e dall’impegno marxista dell’autore. Tuttavia, le lezioni impartite dallo zio in questo romanzo fanno eco a tendenze più ampie della società moderna e gli conferiscono una rilevanza sorprendente.

Vale la pena ricordare che “Come vivi?” è addirittura più antico della “Fattoria degli animali” di George Orwell, un libro emblematico e comparabile per quanto riguarda il pubblico a cui è rivolto, la sua morale, le sue parabole e il suo successo nel paese d’origine.

Come “La fattoria degli animali”, “E tu, come vivrai?” riesce ancora a parlarci, nonostante il passare del tempo. Può sembrare antiquato e il suo stile didattico si rivelerà senza dubbio un ostacolo per alcuni lettori. Ma questo fa parte del suo fascino e rende l’esperienza di lettura particolarmente unica.


  • Non basta avere occhi e orecchie funzionanti, occorre che gli occhi del cuore siano aperti.

    * Prezzo indicato al momento della pubblicazione

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