Alta Loira. Una fiction ispirata al libro dei genitori dell’assassino di Agnès Marin

Alta Loira. Una fiction ispirata al libro dei genitori dell’assassino di Agnès Marin
Alta Loira. Una fiction ispirata al libro dei genitori dell’assassino di Agnès Marin
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Nell’aprile 2016, Sophie e Dominique, genitori di Matthieu, l’assassino di Agnès Marin al Collège-Lycée Cévenol nel novembre 2011 a Chambon-sur-Lignon, avevano pubblicato Genitori per sempre. In quest’opera pubblicata da Flammarion, che era stata oggetto di una campagna nazionale, hanno cercato di spiegare il folle gesto del figlio.

Un libro definito “spregevole” dai genitori della giovane vittima

“Siamo i genitori di un assassino e di uno stupratore. Siamo pieni di vergogna, dolore, senso di colpa. Eppure amiamo ancora nostro figlio. Vogliamo provare a comprendere, ripercorrendo la nostra storia, le nostre decisioni genitoriali, buone o cattive, senza omettere nulla, senza nascondere nulla. » 300 pagine che avevano suscitato l’ira di Paola e Frédéric Marin, i genitori dell’adolescente.

In un’intervista con Figaro nell’aprile 2016 hanno dichiarato il loro disgusto dopo questa pubblicazione: “Fanno valere la malattia mentale del figlio per farlo uscire di prigione e dicono che non c’entrano niente. Avere avuto due processi a porte chiuse permette loro di riscrivere la storia. È spregevole. »

Già un documentario nel gennaio 2014

Mercoledì 29 maggio, alle 21:10 Francia 2 trasmetterà una nuova fiction, anch’essa intitolata Genitori per sempre , seguito da un dibattito condotto da Julian Bugier. Questo film per la TV è liberamente tratto dal libro-racconto di Sophie e Dominique Moulinas.

Il 13 gennaio 2024, Francia 2 era già tornato su questo sordido dramma nel programma “Alla fine dell’inchiesta”, attraverso un documentario di 52 minuti al quale ha preso parte il nostro giornalista Rémi Barbe, all’epoca responsabile della cronaca dell’Alta Loira, e che aveva seguì “l’affare Agnès” per La Tribuna – Progresso. Tutto ebbe inizio una gelida sera del novembre 2011.

Agnès, sepolta a Parigi il 26 novembre, giorno in cui compì 14 anni

Il 16 novembre a Chambon-sur-Lignon, l’allarme è stato dato intorno alle 20,30: Agnès Marin, 13 anni, studentessa del Collège-Lycée Cévenol, non è tornata dal tempo libero del mercoledì pomeriggio. Immediatamente si effettuano le ricerche. Senza successo.

La sera del 18 novembre l’imponente ordigno venne tolto: alla luce delle torce elettriche, nel bosco di “Peybroussou” adiacente alla scuola, i gendarmi avevano appena scoperto un corpo carbonizzato.

La polizia ha seguito le istruzioni di Matthieu, 17 anni, uno studente del Collège-Lycée Cévenol messo in custodia il giorno prima. Il giovane era entrato nell’establishment nell’ambito di uno stretto controllo giudiziario. Aveva trascorso quattro mesi in custodia cautelare per lo stupro, un anno prima, di una ragazza di 15 anni a Nages-et-Solorgues (Gard).

L’autopsia conferma che si tratta effettivamente dei resti di Agnès e rivela violenze sessuali e diciassette coltellate. Matthew fa una terribile confessione. Il dramma fa sprofondare Le Chambon-sur-Lignon nella paura e nella tristezza: viene organizzata una marcia bianca. Due settimane dopo, Agnès fu sepolta a Parigi il 26 novembre, giorno in cui avrebbe festeggiato il suo 14esimo compleanno.

Due processi: due volte l’ergastolo

Il processo contro Matthieu si è svolto nel giugno 2013 presso la corte d’assise per minorenni dell’Alta Loira, a Puy-en-Velay. Dopo giorni terribilmente difficili per i genitori della giovane vittima, questi venne condannato all’ergastolo. Una condanna estremamente rara per un minorenne. Lui e la sua famiglia lanciano un appello.

Nell’ottobre 2014, il caso è stato ritentato presso la corte d’assise d’appello di Puy-de-Dôme. Matthieu è stato riconosciuto colpevole dei reati di stupro commesso sotto minaccia a Nages-et-Solorgues nell’agosto 2010 e dello stupro seguito dall’assassinio di Agnès a Chambon-sur-Lignon nel novembre 2011. La prima condanna è confermata.

Lo Stato condannato per “colpa grave”

Dopo la denuncia presentata nel 2014 dai genitori di Agnès, l’Alta Corte di Parigi ha riconosciuto nel 2017 la “negligenza grave” dello Stato: il giudice istruttore aveva autorizzato la scarcerazione del criminale dopo i fatti commessi a Gard. In appello l’1ehm Nell’ottobre 2019, lo Stato è stato condannato per la sua responsabilità in questa tragedia.

Il Collège-Lycée Cévenol ha chiuso i battenti l’11 luglio 2014, dopo settantasei anni di esistenza.

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