Acquisizione di Uramin da parte di Areva: Anne Lauvergeon accusata di ostruzione

Acquisizione di Uramin da parte di Areva: Anne Lauvergeon accusata di ostruzione
Acquisizione di Uramin da parte di Areva: Anne Lauvergeon accusata di ostruzione
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L’ex capo dell’Areva Anne Lauvergeon è stato incriminato il 16 maggio per il reato di ostruzione contabile del dossier legale relativo all’acquisizione nel 2007 della società mineraria Uramin, lo abbiamo appreso martedì da fonti vicine del dossier e giudiziarie.

“Questa accusa supplementare (…) è una nuova illustrazione degli errori giudiziari in questo caso vecchio di 15 anni”, ha denunciato all’AFP Me Fanny Colin, avvocato di Anne Lauvergeon, denunciando le “molteplici incongruenze” del dossier e “un contraddizione irrimediabile che stabilisce l’inutilità dell’accusa mossa”.

Questa nuova accusa arriva dopo sei anni di ricorso alla camera d’inchiesta della Corte d’appello di Parigi e alla Corte di cassazione, a seguito di una lettura divergente del fascicolo tra la Procura nazionale delle finanze (PNF) e i giudici inquirenti.

In questo cosiddetto fascicolo contabile, l’ex presidente del consiglio di amministrazione (2001-2010) di Areva (oggi Orano) era già perseguito per aver presentato conti inesatti e per aver diffuso informazioni fuorvianti.

La signora Lauvergeon e altri ex funzionari del colosso nucleare sono sospettati di aver presentato resoconti inesatti per nascondere il crollo del valore di Uramin. Questa compagnia mineraria canadese, proprietaria di tre giacimenti di uranio in Africa, è stata acquistata per 1,8 miliardi di euro da Areva nel 2007.

Di fronte alle difficoltà di sfruttamento dei giacimenti e ad un contenuto di uranio inferiore al previsto, Areva è stata costretta a fare pesanti accantonamenti nel 2011, pochi mesi dopo la partenza di Anne Lauvergeon.

Dal 2015 sono aperte due inchieste giudiziarie sull’acquisizione di Uramin: una per frode e corruzione durante l’acquisizione, l’altra sui provvedimenti registrati da Areva.

Nel 2017 i gip annunciarono che avrebbero chiuso l’aspetto contabile ma il PNF chiese ulteriori procedimenti giudiziari, in particolare per ostacolo alla missione dei revisori dei conti. Credeva che i funzionari avessero nascosto informazioni cruciali per ottenere la certificazione dei conti del gruppo.

Dopo una battaglia legale, la Camera inquirente si è pronunciata a favore del PNF nel giugno 2022 e l’anno successivo la Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi della difesa.

Il giudice istruttore incaricato di questo caso ha quindi proceduto tra gennaio e maggio alle richieste di rinvio a giudizio di Anne Lauvergeon, del suo braccio destro all’epoca Gérard Arbola, di Sébastien de Montessus, ex direttore della filiale mineraria, del suo direttore finanziario Nicolas Nouveau e di Alain- Pierre Raynaud, ex direttore finanziario del gruppo.

Solo un ex direttore della gestione finanziaria è sfuggito al processo: il magistrato ha ritenuto che non ci fossero prove sufficienti contro di lui, secondo il suo avvocato Martin Reynaud e la fonte giudiziaria.

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