Buone notizie comunque

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L’ascesa dell’estrema destra in Francia, gli errori di Joe Biden negli Stati Uniti, la continua guerra in Ucraina e in Medio Oriente, gli eventi meteorologici devastanti….

La notizia più preoccupante? La decisione della Corte Suprema americana, emessa lunedì, di porre i presidenti al di sopra di molte leggi, una sentenza che New York Times descritto come un passo verso la restaurazione della monarchia.

Nientemeno.

Secondo il giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti Sonia Sotomayor, in disaccordo con i suoi colleghi di maggioranza, i presidenti ora potrebbero intraprendere azioni che sono inconcepibili secondo i principi democratici, ma non dovranno subirne le conseguenze. Avrebbero l’immunità.

Ordinare a un’unità militare antiterrorismo e per le operazioni speciali degli Stati Uniti di assassinare un rivale politico? “Immunità”, ha scritto. “Organizzare un colpo di stato militare per mantenere il potere? Immunità. Accettare una tangente in cambio della grazia presidenziale? Immunità. Immunità, immunità, immunità”.

Il giudice scrive, in parole povere, che il giudizio della maggioranza mette direttamente in pericolo la democrazia americana. Perché persone con tendenze dittatoriali potrebbero usarlo per eludere le norme attuali che regolano la loro condotta in modo da rispettare la Costituzione.

Ma una persona del genere potrebbe riconquistare il potere. La performance disastrosa dell’attuale presidente nel dibattito contro Donald Trump e l’apparente totale incompetenza politica del Partito Democratico, che sembra non avere idea di cosa fare per evitare una sua possibile sconfitta alle elezioni presidenziali, rendono questa ipotesi molto plausibile. Sì, ce n’è abbastanza per far rizzare i capelli a tutti coloro che credono nello Stato di diritto.

Queste notizie dagli Stati Uniti non sono le uniche a preoccupare: chi vede la politica come un esercizio di costruzione delle nostre società attraverso scambi di idee e consensi magari traballanti, ma pur sempre sereni, chi crede che sia possibile trovare un terreno comune tra interessi opposti attraverso il compromesso e l’apertura. Grazie ad elezioni pacifiche di cui accettiamo i risultati, perché accettiamo le regole.

Anche in Francia ci si chiede cosa stia accadendo sulla scena politica e si sollevano preoccupazioni sulla solidità dello Stato di diritto, parlando della possibile vittoria del partito di Marine Le Pen. Il Consiglio Costituzionale, un gruppo di “saggi” che vigila affinché i politici rispettino la Costituzione della Repubblica, è infatti tra gli obiettivi del partito di estrema destra che ritiene che il popolo debba avere la precedenza su questa istituzione.

Mettendo in discussione l’appartenenza della Francia all’Unione europea, l’estrema destra attacca anche le strutture messe in atto dopo la seconda guerra mondiale per garantire la pace attraverso la collaborazione economica. Anche questo è destabilizzante.

In breve, non solo le elezioni su entrambe le sponde dell’Atlantico portano in primo piano attori con posizioni estreme, ma questi attori mettono anche in discussione ingredienti chiave delle istituzioni democratiche.

No, non è felice. Sì, devi preoccuparti, come il giudice Sotomayor.

Giovedì però sono arrivate comunque buone notizie dal Regno Unito.

E no, questa non è una vittoria laburista.

È piuttosto la vittoria di un partito che è il laburista, ma soprattutto di un partito ancorato alle tradizioni democratiche di questo paese e di un partito diverso da quello al potere da 14 anni, il Partito conservatore.

In altre parole, il Regno Unito ha dimostrato che l’alternanza tra partiti tradizionali funziona ancora. Che questo Paese può apportare cambiamenti nelle scelte politiche utilizzando, in pace, le strutture elettorali esistenti.

Nell’oscuro panorama politico di oggi, è un balsamo a cui aggrapparsi.

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