Abolizionismo, una lotta attuale – Le Courrier

Abolizionismo, una lotta attuale – Le Courrier
Abolizionismo, una lotta attuale – Le Courrier
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Lo scorso anno, il numero delle esecuzioni è aumentato del 30% in tutto il mondo, come evidenziato nel rapporto annuale di Amnesty International sull’argomento pubblicato mercoledì. Nel 2023 sono state giustiziate circa 1.153 persone. E anche questa cifra è molto parziale. Nei paesi non democratici come la Cina, questo numero è segreto, ma probabilmente ci sarebbero diverse migliaia di morti da aggiungere a questo numero spaventoso.

Prima osservazione: i paesi che praticano la pena di morte sono per la maggior parte dittature, spesso bieche. In cima a questa classifica troviamo paesi come l’Iran (853 esecuzioni nel 2023!) o l’Arabia Saudita (172 esecuzioni). Il che dovrebbe far riflettere una nazione come gli Stati Uniti, l’unica ad aver fatto ricorso a questa punizione disumana nel continente americano, e che si ritrova un po’ isolata anche all’interno dei paesi occidentali.

Democrazia e pena capitale non vanno d’accordo. Per ragioni di Stato di diritto, in primo luogo, data la natura irreversibile della pena una volta eseguita. Un errore giudiziario – e ce ne sono legioni – non può essere annullato; mentre una persona ingiustamente incarcerata può almeno essere risarcita per la sua sofferenza. E perché questa punizione viene spesso utilizzata a fini repressivi. Come in Iran, in particolare, dove viene utilizzato per reprimere i movimenti sociali e politici. O per perseguitare le minoranze. Negli Stati Uniti, i pregiudizi razziali sono stati ampiamente documentati.

Il rapporto apporta un – piccolo – tocco di ottimismo a questa spaventosa valutazione. La pena di morte è in aumento nel numero delle esecuzioni ed è praticata da un numero sempre più limitato di Paesi. Sono isolati moralmente e politicamente sulla scena internazionale.

Al punto che gli Stati Uniti, ancora una volta, si trovano a dover tornare a tecniche di uccisione barbare, rifiutando i soliti alleati di consegnare i prodotti fondamentali per le iniezioni letali. In alcuni stati degli USA si parla di un ritorno alla fucilazione! E in Alabama è stata eseguita un’esecuzione tramite inalazione di azoto, un metodo che rischia di rientrare in una categoria vietata dal diritto internazionale perché equivale a tortura.

L’abolizione della pena di morte deve restare una priorità perché rientra in una prospettiva di estensione della democrazia e dei diritti umani. La lotta è antica – Victor Hugo aveva già scritto righe memorabili sull’argomento – motivo di più per perseverare in questa difesa della fondamentale dignità umana.

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