Elezioni nel Regno Unito | La pericolosa scommessa di Rishi Sunak

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Il primo ministro britannico Rishi Sunak ha fatto un azzardo rischioso annunciando la settimana scorsa che le prossime elezioni generali nel Regno Unito si terranno il 4 luglio.


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Cosa c’è da sapere

Il Partito conservatore, al potere da 14 anni, ha annunciato lo svolgimento di elezioni legislative anticipate il 4 luglio.

La decisione del primo ministro Rishi Sunak appare molto rischiosa poiché il suo partito si trova a 20 punti di distanza dal partito laburista nelle intenzioni di voto.

Analisti intervistati da La stampa indicano che non dovremmo aspettarci grandi cambiamenti di direzione alla guida del paese in caso di vittoria dei laburisti.

Sebbene sia riuscito a creare una sorpresa anticipando di diversi mesi la scadenza del voto, il politico 44enne non ha scosso le convinzioni di molti analisti che vedono la campagna come la cronaca di una sconfitta praticamente assicurata per il campo conservatore.

«In politica non si dovrebbe mai dire mai, ma sarebbe davvero azzardato prevedere che i laburisti non vinceranno con una buona maggioranza», sottolinea Anand Menon, politologo presso il King’s College di Londra.

Christopher Kirkland, politologo della York St John University, osserva che ci vorrebbe un errore “monumentale” per mettere a repentaglio la leadership di cui gode il principale partito di opposizione e il suo leader, Keir Starmer.

Un sondaggio del 25 maggio indica che il partito laburista gode del sostegno del 44% dell’elettorato, contro il 23% dei conservatori, al potere da 14 anni.

Kirkland sottolinea che questo lungo periodo alla guida del paese contribuisce di per sé al calo di popolarità del partito del Primo Ministro, minato da logoramento e significativi dissensi interni.

Le turbolenze causate dal referendum sulla Brexit e le sue incerte ricadute hanno causato una notevole insoddisfazione tra la popolazione, irritata anche dall’impatto di anni di austerità sui servizi pubblici, in particolare nel campo della sanità.

Una data calcolata

Rishi Sunak ha preso la guida della squadra due anni fa, al termine di un periodo travagliato segnato dalla partenza forzata dell’ex primo ministro Boris Johnson, impantanato negli scandali, e dal breve mandato di Liz Truss, che ha fatto precipitare una grave crisi con un “minibudget” sconfessato dai mercati finanziari.

Menon sottolinea che non è impossibile che il Primo Ministro abbia scelto di affrettare il voto fissandolo all’inizio di luglio perché temeva di trovarsi di fronte ad una ribellione incontrollabile alimentata soprattutto dai sondaggi mediocri.

È anche possibile che abbia deciso di agire per approfittare del fatto che l’inflazione, dopo aver raggiunto il picco dell’11%, è scesa al 2,3% in aprile, obiettivo proposto da Sunak.

“L’inflazione rischia di risalire in autunno, il che non ha lasciato molto tempo per agire”, aggiunge Menon.

Anche la controversia scatenata dal piano conservatore di inviare i migranti che arrivano attraverso la Manica a bordo di imbarcazioni di fortuna in Ruanda potrebbe aver pesato sulla bilancia, afferma Kirkland.

Rishi Sunak ha annunciato nei giorni scorsi che non ci sarebbero stati aerei carichi di migranti in partenza per il Paese africano prima del voto, evitando così che possibili proteste pesino sul progetto in un periodo chiave o che i media possano osservarne il reale impatto sugli attraversamenti irregolari.

Anand Menon sottolinea che l’immigrazione, al centro del dibattito sulla Brexit, resta un argomento molto delicato nel Paese, soprattutto tra i conservatori.

Il Primo Ministro, dice, sembra voler corteggiare attivamente il suo elettorato tradizionale più investito su questo argomento per evitare di vederlo radunarsi attorno a Reform, un partito di destra radicale sostenuto da Nigel Farage, uno degli attori più importanti della Brexit.

La proposta di ripristinare il servizio militare obbligatorio, lanciata all’inizio della campagna, rientra in questi sforzi, ma ha subito notevoli battute d’arresto.

L’opposizione nota che uno stesso membro del governo aveva pubblicamente respinto questa idea pochi giorni prima dell’annuncio. Un ministro conservatore ha poi denunciato pubblicamente l’idea, sottolineando che era stata avanzata senza una reale consultazione.

Questo tipo di cacofonia suggerisce un sorprendente livello di improvvisazione, osserva Kirkland, che ricorda anche gli errori verificatisi durante l’annuncio delle elezioni.

Stagnazione prolungata?

Il Primo Ministro ha parlato fuori dal numero 10 di Downing Street, sotto la pioggia, mentre gli oppositori lanciavano a tutto volume una canzone sui gloriosi domani, associata alla storica vittoria del Labour nel 1997.

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FOTO STEFAN ROUSSEAU, ARCHIVIO STAMPA ASSOCIATO

Il leader del partito laburista, Keir Starmer, arriva al Palazzo di Westminster tra gli applausi degli attivisti del partito, dopo l’annuncio che le elezioni si terranno il 4 luglio.

Keir Starmer, che si è impegnato a riorientare ideologicamente il Partito laburista dopo essere succeduto al socialista Jeremy Corbyn nel 2020, intende lasciare che i conservatori “gestiscano da soli” e sembra voler attenersi a una campagna piuttosto schiva, senza annunci spettacolari, osserva il signor Kirkland.

“ [Les travaillistes] danno chiaramente l’impressione che non vogliano scuotere le acque”, nota l’analista, che insiste sul fatto che la popolazione britannica non ha ancora un’idea chiara di cosa aspettarsi dalla formazione una volta al potere.

Menon nota che il partito laburista ha promesso di dimostrare rigore di bilancio come i conservatori. Sull’immigrazione intendono respingere il piano ruandese, ma propongono misure aggressive per fermare gli ingressi irregolari nel territorio britannico e catturare i trafficanti che ne approfittano.

“Se il partito laburista prendesse il potere, chiaramente non ci sarà un massiccio cambiamento di direzione. In questa fase non promettono nulla che possa cambiare la situazione”, osserva.

Kirkland avverte che la fragile situazione economica del paese limita lo spazio di manovra del prossimo governo e lo costringerà a riflettere su come fare “di più con meno”.

“C’è il pericolo che l’attuale stagnazione continui”, avverte.

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