perquisizioni effettuate in Francia, Belgio e Lussemburgo

perquisizioni effettuate in Francia, Belgio e Lussemburgo
perquisizioni effettuate in Francia, Belgio e Lussemburgo
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L’operazione è spettacolare e senza precedenti. Martedì 14 maggio una serie di perquisizioni ha preso di mira in diversi paesi europei il colosso americano Goodyear – terzo produttore di pneumatici al mondo dietro Bridgestone e Michelin, con quasi 4 miliardi di dollari (3,7 miliardi di euro) . Questa offensiva legale, confermata in Mondo dalla Procura di Besançon, fa parte di un’ampia indagine condotta dal sistema giudiziario francese ma alla quale sono associati magistrati di diversi Stati dell’Unione europea (UE).

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Sono stati mobilitati decine di investigatori provenienti da tre paesi e incaricati da Marc Monnier, il giudice istruttore di Besançon che ha avviato le indagini. Hanno dovuto sequestrare un gran numero di documenti in tre luoghi distinti: la sede della Goodyear France, situata nel quartiere La Défense (Hauts-de-Seine), dove sono stati inviati i gendarmi della sezione ricerche di Amiens; quello di Goodyear Europe, con sede a Bruxelles, Belgio; infine, lo stabilimento di Colmar-Berg, in Lussemburgo, dove il produttore produce i suoi pneumatici destinati – principalmente – al mercato europeo. In questi ultimi due Paesi sono stati mobilitati gli investigatori locali, nell’ambito di una procedura di assistenza legale internazionale.

Preparata per diversi mesi nel massimo riserbo, per fornire l’elemento sorpresa, tramite Eurojust (l’agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria in materia penale), questa operazione potrebbe assestare un duro colpo come quello della multinazionale di Akron (Ohio), come dimostrano i fatti presi di mira dalla giustizia sono gravi. L’indagine giudiziaria condotta dal giudice Monnier è infatti aperta, nei confronti di X, per “omicidio colposo”. Secondo fonti accreditate, queste perquisizioni potrebbero essere il preludio alla citazione da parte del magistrato francese, nelle prossime settimane, di Goodyear Dunlop Tires France, che probabilmente sarà incriminata come persona giuridica.

Crociata solitaria

All’origine di questa straordinaria vicenda, una donna non meno straordinaria: Sophie Rollet. Questo cinquantenne, di chi Il mondo ha rivelato la storia il 1ehm Luglio 2020, lotta da un decennio per accertare la responsabilità di Goodyear nell’incidente stradale costato la vita al marito, autista, il 25 luglio 2014. Quel giorno, il camion di Jean-Paul Rollet era stato investito da un altro veicolo pesante, guidato da Anche Pascal Rochard, ucciso nella collisione. Quest’ultimo aveva perso il controllo del suo veicolo in seguito allo scoppio del pneumatico anteriore sinistro, un modello Goodyear Marathon LHS II.

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