All’Eurovision, il concorrente israeliano è stato circondato da fischi e applausi

All’Eurovision, il concorrente israeliano è stato circondato da fischi e applausi
All’Eurovision, il concorrente israeliano è stato circondato da fischi e applausi
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Eden Golan, un passaggio nel flusso

La candidata israeliana Eden Golan ha fatto il suo giro in pista a circa trenta minuti dalla partenza, raccogliendo sia fischi e fischi, sia applausi. Il divario era piuttosto marcato tra la furia proveniente dall’esterno, anche da tutto il mondo, e la presentazione di questa canzone che possiamo considerare piuttosto blanda, passata rapidamente nel flusso scenico dell’immenso telecrochet.

Una prima vibrazione collettiva si potrà avvertire poco dopo con la coppia spagnola Nebulossa (Zora). Poco dopo, l’irlandese Bambie Thug, con Il blu del giorno del giudizioha portato un’oscurità senza precedenti sul palcoscenico liscio di questo concorso, che a volte ci ricorda più un salone di parrucchiere che una sfilata di talenti che vivono in un mondo quasi reale.

Questo sabato prima della finale, la tensione è aumentata dopo l’esclusione del candidato olandese, per ragioni poco chiare che evidentemente non hanno alcun legame con la polemica israeliana; ma questa cacciata suscita le ire degli olandesi e dei loro affini tifosi.

Un punto sulle scommesse: All’Eurovision Nemo è davvero il favorito?

Nemo, il favorito dei rivali

Nemo apparirà piuttosto tardi nella competizione, come il suo duellante croato Baby Lasagna. Il Biennois è ormai da diversi giorni tra i favoriti. Gli osservatori hanno notato che le sue prove di questo sabato pomeriggio sono state particolarmente applaudite, ed ha ottenuto due premi ancor prima dell’inizio della serata conclusiva.

Il codice, che segna un cambio di registro per Nemo – e di lingua, canta più spesso in dialetto – è stato scritto e prodotto un anno fa nell’arco di una giornata, si dice, con il produttore norvegese Lasse Midtsian Nymann, la compositrice svedese Linda Dale e il produttore svizzero Benjamin Alasu. Nemo, 24 anni, è entrato nella musica all’età di 15 anni e oggi vive tra Bienne, sua città natale, e Berlino.

Avrebbe dovuto essere una festa per la Svezia

Per la Svezia, questa annata dell’Eurovision 2024 si è trasformata in una zuppa di smorfie. Dopo aver portato a casa il trofeo lo scorso anno grazie al trionfo incontrastato di Loreen con Tatoo, per questo sabato era prevista una bellissima serata commemorativa. Perché questa edizione ha segnato il cinquantesimo anniversario della vittoria degli Abba a Waterloo. Nel 1974 fu il trampolino di lancio globale per il gruppo europeo di punta degli anni della disco. In totale, la Svezia ha vinto l’Eurovision sette volte. Quest’anno, stranamente, il paese era rappresentato da una coppia di gemelli norvegesi.

Purtroppo, la furia del mondo ha rovinato la festa, e Malmö ha dovuto chiedere alla Danimarca e alla Norvegia di ottenere rinforzi dalla polizia di fronte alle proteste contro la partecipazione di Israele.

Veicoli della polizia nel perimetro dell’Eurovision, Malmö, 11 maggio 2024. — © IMAGO/Andreas Hillergren/TT / IMAGO/TT

Sabato per le strade della città, prima della finale, la manifestazione annunciata è stata però piuttosto modesta. La polizia stima che 5.000 persone abbiano marciato contro la presenza israeliana e il corteo, anche contrassegnato da slogan categorici (“Benvenuti al concorso canoro del genocidio”), si è svolto pacificamente.

A proposito: Malmö in massima allerta in vista della finale di Eurovision

Israele, fonte di tensioni geopolitiche sin dal suo ingresso nella competizione nel 1973

Questa non è la prima volta che la partecipazione di Israele all’Eurovision suscita polemiche. In realtà, le tensioni iniziarono non appena il Paese entrò nella competizione, nel 1973. All’inizio degli anni ’70, l’Unione europea di radiodiffusione (EBU), il gruppo di emittenti radiofoniche e televisive pubbliche europee che organizza l’Eurovisione, decise di estendere il perimetro incluso per il concorso. Israele fu quindi incluso quell’anno. E, ha ricordato sabato l’Istituto nazionale dell’audiovisivo francese (INA), fin dalla prima apparizione sono apparse tensioni, dovute al contesto geopolitico del momento.

L’INA riferisce che “alla sua prima partecipazione nel 1973, pochi mesi dopo la presa degli ostaggi alle Olimpiadi di Monaco, la sicurezza era già stata rafforzata”.

La cantante israeliana è stata presentata così: “Ascolteremo ora Ilanit, la cantante israeliana, che canta Somewhere (Ey Sham). È quindi Ilanit, la cantante israeliana, a giustificare queste notevoli precauzioni che da due giorni vengono prese in giro per il teatro, per paura di un attentato, ma, grazie a Dio, tutto sembra andare per il meglio.

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