Festival di Cannes 2024: Spettatori! (Arnaud Desplechin, Selezione ufficiale – Sessione speciale)

Festival di Cannes 2024: Spettatori! (Arnaud Desplechin, Selezione ufficiale – Sessione speciale)
Festival di Cannes 2024: Spettatori! (Arnaud Desplechin, Selezione ufficiale – Sessione speciale)
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L’interesse del progetto ibrido di Desplechin risiede più nel suo aspetto di autofiction cinefila che in quello di documentario sul cinema. In dodici capitoli, Spettatori! alterna interviste a cinefili e cineasti, divulgazione teorica e ricordi di gioventù (ancora!) attraverso il personaggio ricorrente di Paul Dédalus, qui interpretato da quattro attori diversi. Se a volte questi due aspetti si mescolano, come quando Paul e i suoi amici universitari discutono di Cavell e Bazin con la filosofa Sandra Laugier in un bar, il più delle volte restano impermeabili. Desplechin ovviamente non è un documentarista, come dimostra l’accumularsi di forme più o meno allegre all’interno del film, come se cercasse un modo per portare avanti la sua “indagine” (dalle infografiche animate alle interviste su sfondo bianco, fino alle presenza del regista nell’inquadratura durante una discussione a New York con Kent Jones). Se queste diverse tracce riflettono una sorta di indecisione, il film nondimeno beneficia del fatto di non essere solo una finzione: il suo personaggio a due teste induce una tensione che spinge Desplechin a concentrarsi sull’essenza del suo soggetto, liberandosi di ogni altra traiettoria narrativa. Ad esempio, gli piace descrivere una prima sessione frustrante, a differenza di quella di Sammy all’inizio I Fabelmanin cui il giovane Paul vedrà Fantasmi con la nonna e la sorella. È una vera occasione persa: da subito il bambino vuole andare a fare pipì, poi quando torna dalla toilette e comincia finalmente ad interessarsi alle disgrazie di Jean Marais sullo schermo, si ritrova a dover uscire dalla stanza perché sua sorella è troppo spaventata. Il film può feticizzare il teatro in diverse occasioni (in particolare filmando il Max Linder, la Grand Action, il Christine Cinéma Club, o anche il Grand Théâtre Lumière di Cannes), Desplechin assume la parte impura della sua passione.

Una delle scene più belle mostra Paolo di fronte La casa del dottor Edwardes in televisione, mentre il resto della famiglia si dà da fare intorno a lui. Queste pessime condizioni di visione (lo insultiamo e lo disturbiamo costantemente), non impediscono il fascino che traspare sul suo volto, fino al flashback del film di Hitchcock sul bambino impalato, che sconvolge tutte le persone presenti nella sala. Il plurale del titolo è fuorviante, perché in definitiva si tratta meno di un film sullo spettatore cinematografico (noi preferiamo a questo proposito la trilogia di Spettatori di cinema di Louis Skorecki), rispetto a quello di un particolare spettatore. Nell’ultimo capitolo, quando la versione di Paul Dédalus interpretata da Salif Cissé parla ad un amico della sua riscoperta Quattrocento colpi descrivendo con precisione i titoli di testa si avverte chiaramente, tra le pieghe del montaggio, l’emozione intatta del più truffaldiano dei cineasti contemporanei.

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