“Le 2e Act” di Dupieux e “Un p’tit truc en plus” di Artus, la rinascita della commedia?

“Le 2e Act” di Dupieux e “Un p’tit truc en plus” di Artus, la rinascita della commedia?
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Oggi è la volta di due film in evidenza al Festival di Cannes.

“Il secondo atto” di Quentin Dupieux

Lo vedremo nelle sale il 14 maggio
Questo film ha aperto il 77° Festival di Cannes dove viene presentato fuori concorso

Florence è perdutamente innamorata di David.
Vuole presentarlo a suo padre Guillaume, ma a David non piace Florence e vuole presentarla al suo amico Willy per sbarazzarsi di lei.
Florence, David, Guillaume e Willy si ritrovano quindi in un ristorante in mezzo al nulla.
Ma Florence, David, Guillaume e Willy non sono solo ruoli di un film: sono anche attori che recitano in un film e commentano il proprio ruolo.
Dopo aver pronunciato un commento sul teatro nel suo film Yannick (2023)Quentin Dupieux questa volta offre un commento al cinema in questo tredicesimo lungometraggio.
Una metaopera che parla di cinema e si prende gioco di ciò di cui si tratta, ovvero di un cast prestigioso che comprende Vincent Lindon, Louis Garrel e Raphaël Quenard.

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“Il secondo atto” di Quentin Dupieux
– Produzioni Chi-Fou-Mi

Opinione della critica:

  • Lucia Commeaux ho riso tantissimo vedendo questo film.
    La scelta di questo film per aprire un grande festival cinematografico gli sembra interessante, visto l’arrivo di Dupieux al centro del cinema francese negli ultimi anni, senza perdere il suo modo di fare molto singolare e il suo approccio in scena”.brillante”.
    Secondo lei, sarebbe interessante vedere in questo film “un catch-all“grandi questioni del momento che scuotono la comunità, ma organizzate”con salsa Dupieux”, in modo estremamente intelligente.
    Si rammarica tuttavia che questo film non colga il punto e trova inappropriato collocarlo all’apertura del festival.
  • Adrian Denouette ho trovato questo film malizioso.
    Mette tuttavia in dubbio l’ipocrisia del cinema di Quentin Dupieux, che, a suo dire, realizza tre film all’anno e si è guadagnato un certo rispetto.
    Inoltre, da allora non lo apprezza Yannick (2023), questo cinema cerca di farci credere che sia di moda “autocritica“, che in realtà è “un alibi per essere molto narcisisti e guardare se stessi”.

“Qualcosa in più” di Artus

Lo vedremo nelle sale il primo maggio

È la sorpresa al botteghino che da giorni non smette di commentare: il successo della commedia di Artus, Qualcosa in più.
Un film senza star né franchise che tuttavia supera i 2 milioni di entrate da lunedì.
Perché, nonostante una trama ben calibrata e attesa – un figlio e un padre in fuga che si ritrovano in un campo estivo per ragazzi con disabilità – i personaggi e i loro dialoghi fanno tutto.
Lungi dal trasformare questi giovani in ruoli secondari utili alla convivenza con le star in primo piano, Artus li rende gli eroi del suo film.

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“Qualcosa in più” di Artus
– Candidato al cinema 2024

Opinione della critica:

  • Lucia Commeaux si rammarica che questo film sia di a “confondendo la buona natura”.
    Pur riconoscendo l’efficacia di certe gag, deplora la loro ripetizione: “è un susseguirsi di situazioni”.
  • Adrian Denouette è stato commosso da questo film che non è “vuoto” emozione o gag.
    Ricorda il successo di film popolari che affrontano il tema delle persone con disabilità e crea il collegamento con il cinema dei fratelli Farrelly (Maria a tutti i costi1998; Pazzo per Irene2000).

Clip audio:

  • Trailer del film Il secondo atto di Quentin Dupieux, 2024
  • Trailer del film Qualcosa in più di Artus, 2024

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