“La Peine”: Cédric Gerbehaye ha filmato la prigione di Forest in tutta libertà, il suo documentario è magnifico

“La Peine”: Cédric Gerbehaye ha filmato la prigione di Forest in tutta libertà, il suo documentario è magnifico
“La Peine”: Cédric Gerbehaye ha filmato la prigione di Forest in tutta libertà, il suo documentario è magnifico
-

Rinomato fotografo documentarista di Bruxelles: ha vinto un premio World Press Photo nel 2008, lavora regolarmente per il Rivista geografica nazionale e per i Rencontres de la Photographie d’Arles -, Cédric Gerbehaye ha vissuto per molti anni in rue de la Jonction a Bruxelles. Oppure tra due carceri, quella maschile di Forest e quella femminile di Berkendael.

Cédric Gerbehaye, il futuro pluripremiato

Nel 2016, dopo due anni di frequentazione dei locali, ha ottenuto un’autorizzazione eccezionale per poter filmare, da solo, all’interno del carcere di Forest (e, in misura minore, del carcere di Berkendael). E questo fino alla sua chiusura, il 18 novembre 2022, e al trasferimento dei detenuti nel nuovo carcere di Haren, a nord-est di Bruxelles.

Sei anni di lavoro

Il risultato di questi sei anni di immersione nell’istituto penitenziario di Bruxelles è un documentario formidabile. Girato in un brillante bianco e nero, Il dolore ci dà accesso a una realtà per lo più invisibile. Se filma i detenuti e le guardie come veri personaggi cinematografici, come vere “bocche”, il regista non cerca mai di drammatizzare o romanzare il suo film. Senza voce fuori campo, né interviste, senza alcuna informazione sui prigionieri (che rimarranno anonimi, mentre non sapremo mai il motivo della loro detenzione), questo primo lungometraggio ha l’unica ambizione di raccontare la vita quotidiana in un carcere fatiscente. di quello di Forest…

La pandemia a Louvière e la sua parte universale rivelata da Cédric Gerbehaye

Nonostante le durissime condizioni di detenzione – la maggior parte delle celle non ha accesso all’acqua corrente – e nonostante i momenti di crisi a cui assistiamo, Il dolore riesce a portare alla luce l’umanità che continua a regnare in questi luoghi fatiscenti. Sia attraverso la comprensione di una guardia per la situazione di un detenuto, sia attraverso la bonaria ironia del direttore della prigione, Vincent Spronck. Ma anche in queste scene del parlatorio, dove questi uomini temprati dalla vita e dall’esperienza carceraria possono mostrare la loro emozione davanti alla moglie o ai figli. O quando Cédric Gerbehaye filma, con grande dignità, un detenuto che rappa nella sua cella sulla sua vita in prigione…

Immerso in prigione

Grazie all’autorizzazione speciale concessa dal Ministero della Giustizia e dalla direzione del carcere, Cédric Gerbehaye ha potuto davvero filmare il carcere in completa libertà. In particolare, ha potuto seguire i detenuti nella loro intimità quando, lontani dalle guardie, si intrufolano nascondendo un cellulare che permette loro di chiamare i familiari o di scambiarsi chiavi USB piene di musica…

Anche l’altrove è casa, ma in modo diverso

Sempre alla giusta distanza dai detenuti, così come dall’amministrazione, Il dolore è una testimonianza eccezionale delle condizioni di vita in carcere. Un film di profonda umanità che ci permette di vedere un universo che la società il più delle volte preferisce oscurare. Relegandolo soprattutto in prigioni ultramoderne lontane dai centri urbani…

“La Peine”, un documentario di immersione nella prigione di Forest di Cédric Gerbehaye. ©Dalton

Il dolore Documentario Produzione e fotografia Cedric Gerbehaye Scenario Cédric Gerbehaye e Andrés Peyrot Musica Fabrizio Cassol Assemblea Andrés Peyrot Durata 1h30

-

PREV Questo film, uno dei più criticati da stampa e spettatori nel 2023, va in onda questa sera in TV
NEXT Ryan Reynolds rivela l’incredibile record detenuto da Dogpool