viaggio attraverso il dolore

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Un giorno piovoso. Una giornata grigia.
A bordo di un’auto rossa, una Saab 900 Turbo, Yusuke, regista teatrale, si lascia guidare da Oto, la moglie sceneggiatrice.

Tra pochi minuti Oto morirà.
Tra pochi minuti saranno passati due anni.
E Yusuke al volante della sua macchina si dirigerà verso Hiroshima per mettere in scena un’opera teatrale di Cechov, “Zio Vanja”.
Tra pochi minuti sarà la fine della storia d’amore tra questi due esseri e l’inizio di un’altra storia popolata dal fantasma di Oto.

Il jazz, questa macchina rossa e la malinconia di quest’uomo attraversano “Drive my car”, il film di Ryusuke Hamaguchi uscito nel 2021, e il cui ultimo lungometraggio “Il male non esiste” è attualmente disponibile nelle sale cinematografiche.

Vive dopo la morte

In questi mesi post-lutto, due personaggi sconvolgono l’esistenza di Yusuke.
Koshi, innanzitutto, un giovane attore, che si unisce al cast dello spettacolo. Soprattutto l’ex amante di Oto. E Yusuke lo sa.

E poi c’è Misaki, una giovane donna riservata, la cui missione è condurre Yusuke dove vuole.
Tocca a lei infilarsi nell’auto rossa, mentre il regista accetta di sedersi dietro.
Nel corso dei loro viaggi, tra loro si sviluppa una relazione amichevole. Il veicolo diventa il ricettacolo della loro storia, dei loro ricordi. Un luogo intimo, senza tempo, scandito dal rumore del rotolamento sull’asfalto e dalle confidenze.

Ecco allora cosa possiamo dire di questo film, tratto da un racconto di Murakami.
Personaggi che si incontrano, che cercano come meglio possono di sopravvivere alla morte dei propri cari.
Una storia anche teatrale, che permette ad Hamaguchi di avvicinarsi al mestiere dell’attore e alle difficoltà della creazione.

E poi c’è tutto il resto. Una bellezza intrinseca così difficile da descrivere.
Inquadrature come tanti quadri trasportati da una luce dalle mille sfumature.
Silenzi così intensi.
E scene che ti segnano.
Scene cinematografiche come questa attrice che declama Chehkov nel linguaggio dei segni, offrendo commovente poesia gestuale.
O quei pochi secondi in cui Yusuke e Misaki alzano le braccia al cielo attraverso il tettuccio apribile dell’auto. Ciascuno, una sigaretta in mano, e l’incandescenza della cenere che brilla nel cuore della notte.

Nella vita ci sono lunghi rettilinei, incidenti stradali, biforcazioni e altre deviazioni. E questa sera su Arte c’è “Drive my car” per qualche ora di incanto cinematografico.

Il film “Drive my car” va in onda su Arte alle 22:40. È disponibile anche su arte.tv
“Drive my car” ha ricevuto, tra gli altri premi, quello per la migliore sceneggiatura al festival di Cannes 2021. Come tale rientra nella lunga lista di film che Arte propone per tutto il mese di maggio a margine dello stesso festival .

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