Vedemmo. Al festival di Beauregard, la chiusura in chiaroscuro dei Massive Attack

Vedemmo. Al festival di Beauregard, la chiusura in chiaroscuro dei Massive Attack
Vedemmo. Al festival di Beauregard, la chiusura in chiaroscuro dei Massive Attack
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Era impossibile prevedere durante la programmazione del gruppo cult Massive Attack a Beauregard che la loro esibizione si sarebbe allineata in modo così preciso con l’attualità politica francese e mondiale. Formatosi a Bristol, in Inghilterra (come i loro connazionali degli Idles, in concerto giovedì 4 luglio), alla fine degli anni ’80, questo pionieristico gruppo trip-hop, che si definisce più come un collettivo, ha in parte costruito la sua reputazione sulla sua politica impegno.

Il cantante Robert Del Naja, riferendosi ai risultati elettorali, domenica sera ha lanciato un forte “No al razzismo, sì all’umanità”. | MATHIS HARPHAM / FRANCIA OCCIDENTALE
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Il cantante Robert Del Naja, riferendosi ai risultati elettorali, domenica sera ha lanciato un forte “No al razzismo, sì all’umanità”. | MATHIS HARPHAM / FRANCIA OCCIDENTALE

Un concerto molto politico

Questa domenica sera, 7 luglio, a conclusione del festival, i Massive Attack hanno dato un concerto di alto livello, in chiaroscuro. Da un lato, pezzi potenti, compresi Angelo e il suo basso ruggente, o Lacrima trasportati dalla voce androgina del cantante Horace Andy, e dall’altro, proiezioni di immagini documentaristiche a volte brutali, con, mescolati insieme, estratti di western americani, bombardamenti a Gaza o Putin nei corridoi del Cremlino.

Questo è il musicista Tracy Thorn, membro del gruppo Massive Attack. | MATHIS HARPHAM / FRANCIA OCCIDENTALE
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Questo è il musicista Tracy Thorn, membro del gruppo Massive Attack. | MATHIS HARPHAM / FRANCIA OCCIDENTALE

Oltre a forti messaggi di sostegno alla Palestina, Robert Del Naja ha lanciato un « No al razzismo, sì all’umanità »che si riferiva direttamente ai risultati delle elezioni legislative, diffuso poche ore prima dell’inizio del concerto.

Una recinzione insolita

I Massive Attack non hanno fallito nella loro reputazione, e possiamo solo lodare il coraggio dell’impegno tanto quanto la qualità artistica della loro musica. Checché se ne dica, il collettivo inglese ha avanzato una proposta di chiusura del festival insolita, che potrebbe aver lasciato alcuni frequentatori del festival in una zona di disagio. Questa è anche la funzione dell’arte, far riflettere.

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