Guitar Break 2024: Le “serate Albige” di Louise Attaque

Guitar Break 2024: Le “serate Albige” di Louise Attaque
Guitar Break 2024: Le “serate Albige” di Louise Attaque
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l’essenziale
Nonostante qualche goccia di pioggia, sabato sera Pause Guitare era pieno. Con un poster multigenerazionale e Louise Attaque come direttore d’orchestra. Quanto è bello trovare tutto ciò che ami in un festival.

Finalmente. Abbiamo dovuto aspettare fino alla terza sera per vedere il pienone al Pratgraussals, per ritrovare quell’atmosfera propria del festival. Alle 17 molti di loro si stavano già ammassando intorno al sito. Gli organizzatori, Arpèges e Trémolos, sanno fare una programmazione capace di attirare tutte le generazioni: rap francofono, pop e rock. La formula vincente.

Bisognava vedere i sorrisi dei volontari all’inaugurazione, quando i frequentatori del festival – per lo più giovani – si sono precipitati davanti al palco per non perdere un colpo delle esibizioni dei loro artisti preferiti.

E non è stata la pioggia a smorzare il loro ardore. È stata invitata al primo concerto, quello di Georgio. Il rapper, narratore di emozioni, ha trasmesso la sua energia a un pubblico impegnato nella sua causa. Ha poi lasciato il posto a Hoshi con il suo pop torturato ma accattivante.

I tubi non sono invecchiati neanche un po’

Ma molti erano venuti a prenderli. Giovani, anziani… un vero pubblico da festival per un vero concerto da festival. Louise Attaque e i suoi milioni di album venduti hanno attraversato generazioni. Dovevi vedere i genitori ballare davanti ai loro figli, il pubblico che cantava in coro tutti i must del gruppo. Una vera comunione che fa bene.

Perché Gaëtan Roussel, Robin Feix, Alexandre Margraff e Arnaud Samuel sanno come farlo. Fin dall’inizio spiegano che sono lì per coverizzare tutte le canzoni del loro primo album omonimo. E 27 anni dopo la sua uscita, non è invecchiato neanche un po’. “Ti porto al vento” per iniziare e mettere in tasca i 17mila partecipanti.

Ci vediamo tra… 30 anni

Poi “Ton invite”, “Léa”, “Les nuits parisiennes” (trasformato per l’occasione in “Soirées albigeoises”) o ancora “La brune”, “L’imposture”… solo successi. Una madeleine proustiana per un pubblico intonato che conosce tutte le parole a memoria. Tra la folla, persone di tutte le generazioni ballano e cantano ad alta voce.

Il gruppo coinvolge il pubblico: fossa, tribuna, VIP… tutti rispondono al leader di Louise Attaque. Il gruppo continua con brani più recenti, i cellulari sono fuori uso… E per finire rilanciamo “J’t’emmene au vent” prima che Gaëtan Roussel scenda tra il pubblico per un ultimo momento di condivisione. Le 17.000 persone sono al settimo cielo. Louise Attaque è decisamente fatta per i festival. Ci vediamo tra 30 anni.

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