Un affare molto francese | La parte inferiore della caduta di Gérard Depardieu

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Un affare molto francese, di Raphaëlle Bacqué e Samuel Blumenfeld, è una vera e propria indagine sugli eccessi, gli abusi e la caduta di Gérard Depardieu. Per decenni, l’attore ha regnato sul cinema francese e tutto gli era concesso: battute crude, stati di ubriachezza, mani sulle natiche di assistenti, tecnici o truccatori. Intervista a Raphaëlle Bacqué, giornalista quotidiana Il mondo e coautore del libro.


Pubblicato alle 1:50

Aggiornato alle 8:00

D: L’industria cinematografica ha chiuso un occhio per molto tempo davanti al comportamento inaccettabile di Depardieu. Per quello ?

R: Il mondo del cinema lo ammirava, perché ha girato tanti capolavori e ha avuto successo; solo il suo nome nei titoli di coda ha permesso di finanziare un film. Negli anni ’80 e ’90 lo richiedevano tutti i maggiori registi, faceva molte tournée, era un must ed era l’attore francese più conosciuto all’estero. È anche un simbolo per la Francia, perché ha incarnato tutti i personaggi che simboleggiano il paese, Danton l’eroe della Rivoluzione, Cyrano e Obélix, tutti questi personaggi hanno fatto sì che fosse molto associato alla società francese. Ecco perché per molto tempo l’opinione pubblica, gli eletti, le élite e i politici hanno difeso Depardieu, perché attaccarlo significa attaccare la Francia. Da qui il titolo del nostro libro, Un affare molto franceseperché è vero che ha simboleggiato a lungo la Francia fino a Macron che lo ha difeso, a torto, ma riteneva che fosse il simbolo del Paese.

Esistono due Depardieus, il mostro e il genio?

SÌ. Non è stata la vecchiaia o l’enorme potere che aveva a trasformarlo, era così all’inizio e il suo potere gli ha permesso di imporre quello che era. Proviene da un ambiente modesto, è un autodidatta che ha coltivato se stesso da solo. Lui ha davvero fatto carriera grazie al suo talento e alla sua volontà e, paradossalmente, attacca le donne. Portò avanti questa contraddizione continuamente per tutta la sua vita. Le battute sporche, le oscenità, è sorprendente. C’è voglia di trasgredire, di umiliare e allo stesso tempo è capace di molta finezza. Non avrebbe potuto indulgere in tutti questi attacchi e nella sua quasi costante ubriachezza, se non fosse stato un grande attore. Se fosse stato mediocre, sarebbe stato licenziato dai set.

È all’inizio della sua carriera che cominciano i primi abusi?

Sì, dall’inizio. Siamo rimasti sorpresi, pensavamo fossero gli ultimi anni, ma non è affatto così. Indagando ci siamo accorti subito che aveva trasgredito. Ha un comportamento inaccettabile con le donne, ma all’epoca non era considerato inaccettabile. La prima testimonianza è quella di Sophie Marceau sulle riprese del film Polizia Stradale (1985). Lei lo denunciò pubblicamente e all’epoca era già conosciuta grazie al film di successo La festa. È molto giovane, ha 18 anni, ed è la prima volta che una donna dice in modo molto concreto che Depardieu l’ha aggredita. Denuncia il suo comportamento e quello del regista Maurice Pialat. Cade nell’indifferenza generale e nella derisione.

Ciò che ti sorprende è che tutto questo avvenga sul set, davanti a tutti…?

FOTO SAMUEL KIRSZENBAUM, FORNITA DA ALBIN MICHEL

Raphaëlle Bacqué e Samuel Blumenfeld, coautori diUn affare molto francese

SÌ. Non si è mai nascosto. A differenza di tanti attaccanti, ha sempre bisogno di pubblico, e quello che colpisce è che anche nella costruzione del suo personaggio esagera, ha costruito la sua leggenda attorno all’immagine del delinquente di Chateauroux. Questo modo di comportarsi, passando dalla più bella poesia alla più vile brutalità, era il suo carattere e finì per crederci e somigliargli. Ci ha colpito trovare immagini di reportage realizzati sui set cinematografici in cui lo vediamo porgere le mani alle natiche a tutti. È al telegiornale delle 20:00 e non provoca scandalo. Lo fa pubblicamente e, ridendo, ottiene le risate dalla sua parte. Disinnesca lo shock che può produrre e in quel momento scopriamo che è rabelaisiano.

Il 4 febbraio 1991, poche settimane prima degli Oscar dove fu selezionato nella categoria miglior attore per Cirano de Bergeracla rivista Volte esce questa intervista rilasciata nel 1978 in cui parla della sua adolescenza a Châteauroux. Dice di aver partecipato, all’età di 9 anni, ad uno stupro, poi a diversi stupri, e che faceva parte della sua infanzia. Fa scandalo negli Stati Uniti, ma la Francia interviene in sua difesa?

La Francia si difende e ritiene che stiamo attaccando un’icona nazionale e che coinvolge tutto il Paese. La pellicola Cirano de Bergerac fu nominato come miglior film straniero quell’anno… e fu il film rappresentato da Harvey Weinstein a vincere l’Oscar (Viaggio della speranza). In Francia tutti si difendono, il pubblico è unanime e del resto in Francia dimentichiamo questa intervista perché Depardieu continua a filmare.

Ci sarà un processo il prossimo ottobre, Depardieu sarà incriminato per stupro. Che cosa accadrà ?

Potrebbe essere condannato al carcere. In teoria è possibile, ma come sai nei casi di stupro è complicato. Viene incriminato per lo stupro dell’attrice Charlotte Arnould. Ci sono altre due donne che lo accusano di violenza sessuale sul set nel 2021. La sua carriera è finita, non girerà più, ora è molto solo e isolato.

Un affare molto francese

Un affare molto francese

Raphaëlle Bacque, Samuel Blumenfeld

Albin Michel

179 pagine

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