Pascal Nordmann: “La lingua è un’opera collettiva, la più bella di tutte”

Pascal Nordmann: “La lingua è un’opera collettiva, la più bella di tutte”
Pascal Nordmann: “La lingua è un’opera collettiva, la più bella di tutte”
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Lisbeth Koutchoumoff Arman

Pubblicato il 28 maggio 2024 alle 00:43. / Modificato il 28 maggio 2024 alle 00:44.

Samuel Jones… È raro iniziare un testo e non riuscire a smettere di leggere, catturati dalla voce che lì si sente, che subito si rivolge a noi, fa vibrare corde delicate, così intime che sembrano risuonare in qualche sogno lontano . Rimaniamo sorpresi, un po’ come vedere un volto che sappiamo poi dimenticare, che riappare sulla superficie dei ricordi, materializzando all’improvviso il tempo che è passato, passato, fuggito.

Samuel Jones ecco dunque il titolo del nuovo racconto di Pascal Nordmann, scrittore, uomo di teatro, artista visivo, creatore di programmi informatici volutamente manipolati e mozzafiato nella poesia, regista di film d’animazione fragili come foglie al vento, tanti sfaccettature, di mondi, che si rispondono e si intersecano da più di trent’anni, insomma da sempre, per nutrire un’opera proteiforme attraversata da un acuto senso dell’assurdo e da una risata che viene da lontano, cioè parlare del passato e futuri disastri.

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