A Cannes, Gaël Morel sconvolge con “Vivi, muori, rinasci”

A Cannes, Gaël Morel sconvolge con “Vivi, muori, rinasci”
A Cannes, Gaël Morel sconvolge con “Vivi, muori, rinasci”
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Gaël Morel sconvolge con “Vivi, muori, rinasci”

Edmée Cuttat

Pubblicato oggi alle 20:10

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Trent’anni dopo la presentazione di Les Roseaux sauvage di André Téchiné, dove esordì come attore, Gaël Morel torna come regista sulla Croisette con “Live, die, rebirth”, film presentato a Cannes Première. Luminoso, romantico e drammatico, evoca il desiderio omo ed eterosessuale, l’amore, l’amicizia, la gioia di vivere, la condivisione.

Primi anni ’90, a Parigi. Emma (Lou Lampros) e Sammy (Théo Christine) si amano. Sammy non nasconde alla sua dolce metà di aver avuto relazioni con uomini, ma per Emma non è un problema. Lo trova addirittura piuttosto eccitante. Mentre avverte il suo amante che d’ora in poi lo vorrà tutto per sé. Sammy non è contrario e danno alla luce il piccolo Nathan.

Un giorno, Sammy incontra il loro vicino Cyril (Victor Belmondo), un fotografo di grande talento, che immagina una serie di ritratti padre-figlio. Pretesto o no, resta il fatto che i due uomini si innamorano. Emma lo scopre, accetta, ma non vuole avere niente a che fare con la loro relazione. Gaël Morel scava poi con attenzione in questi due rapporti, senza che si parli mai di un menage a trois.

Le cose restano in equilibrio fino al giorno in cui l’AIDS arriva a far saltare tutto. Cyril, da tempo sieropositivo, gode di buona salute. D’altra parte, Sammy, che non è mai stato sottoposto al test, ha sviluppato la temuta malattia prima di incontrare Cyril e ha infettato Emma. D’altra parte, Nathan è scappato.

Mille domande di fronte alla paura della morte

Ripercorrendo la sua storia lungo dieci anni, Gaël Morel propone un film particolarmente commovente, ponendo mille domande di fronte alla paura della morte che instaura. Come vivere, sopravvivere, amare con l’AIDS, come proiettarsi nel futuro con questa terribile incertezza che incombe su di te. In questa domanda sul tempo che resta, il regista evoca la speranza, persino la realtà della guarigione e della vittoria dell’amore.

Questo lavoro intelligente e molto ispirato è portato avanti da tre attori eccellenti. Lou Lampros è perfetto nel ruolo di Emma, ​​di volta in volta comprensiva, generosa, arrabbiata, esasperata. Mentre Sammy è portato via dalla malattia, Théo Christine ci spezza il cuore, mentre Victor Belmondo seduce nei panni di Cyril con la sua sensibilità superficiale. Un vero favorito.

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