Figlio di Cechov ed Eschilo, l’incandescente Jean-Luc Lagarce rivive a Ginevra grazie a cinque attrici

Figlio di Cechov ed Eschilo, l’incandescente Jean-Luc Lagarce rivive a Ginevra grazie a cinque attrici
Figlio di Cechov ed Eschilo, l’incandescente Jean-Luc Lagarce rivive a Ginevra grazie a cinque attrici
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Pubblicato il 21 maggio 2024 alle 21:27 / Modificato il 21 maggio 2024 alle 21:28

La gioia di questi acquazzoni che crivellano il tetto del Théâtre de Galpon. Come un occhiolino dal cielo, nel cuore della tragedia. È la prima, in questa casa di legno che sembra una dacia cechoviana, proprio sopra l’Arve che trasporta la sua insonnia. Cinque attrici meravigliosamente unite dicono le parole di Jean-Luc Lagarce, quelle che liberò, come un incantesimo, nel 1994, già indebolito dall’AIDS che presto gli avrebbe tolto la vita all’età di 37 anni. Yvette Théraulaz, druidessa sovrana, Sophie Lukasik, tagliente come una roncola quando incalza la tempesta, vivono la giovane Nastassja Tanner, Anna Budde e Délia Antonio Ero a casa mia aspettando che arrivasse la pioggia. E nella stanza diventi tutt’uno con questo coro.

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